Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Fanghi avvelenati nei campi: "Aiutateci a trovare gli altri terreni contaminati"

Il Sindaco di Leno invita tutte le aziende agricole a fornire informazioni utili sulla mappatura dei terreni.

Continua il caso WTE, l'azienda bresciana accusata di aver sparso su terreni agricoli del Nord Italia, tra il 2018 e il 2019, 150mila tonnellate di fanghi contaminati da sostanze inquinanti, spacciandole per fertilizzanti. Il sindaco di Leno, Cristina Tedaldi, lancia un appello invitando “tutte le aziende agricole che conducono terreni insistenti sul territorio di Leno di voler collaborare nell’interesse della comunità e della propria azienda fornendo informazioni utili alla mappatura di terreni su cui sia eventualmente avvenuto lo spandimento di gessi di defecazione da fanghi da parte della ditta WTE srl, a decorrere dal 1 gennaio 2018 fino ad oggi”.

La comunicazione è stata trasmessa su tutti i canali a disposizione, rivolta direttamente anche alle associazioni di categoria. L'invito è diretto a tutte le aziende agricole sul territorio, per poter effettuare le dovute azioni di tutela alla salute pubblica. Il primo cittadino ha inoltre contattato le cinque aziende coinvolte nell’inchiesta, che hanno fornito documenti e dati necessari. Per informazioni è possibile rivolgersi agli uffici comunali martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13 e giovedì dalle 14 alle 18, o contattare il numero 030.9046301.

L'indagine

Il 24 maggio scorso sono stati posti sotto sequestro tre stabilimenti industriali della WTE, una società che si occupa di impianti per la gestione dei rifiuti e produce sostanze per l’agricoltura. L’indagine a cura della procura di Brescia e dei carabinieri forestali ha permesso di ricostruire l'imponente traffico illecito di rifiuti che sarebbe stato realizzato tra il gennaio del 2018 e l'agosto del 2019, con oltre 12 milioni di euro di profitti illecito, trasportando e distribuendo 150mila tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi e altre sostanze inquinanti spacciati per fertilizzati. I fanghi sono stati smaltiti su circa 3mila ettari di terreni agricoli in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.  

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