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Cronaca

Fatture false: confiscati beni per 1,5 milioni a moglie e figlio di un imprenditore

La misura riguarda i familiari di Giovanni Fervorari

Accogliendo il ricorso della pubblica accusa, la sezione "Misure di prevenzione" della Corte d'appello di Brescia ha disposto la confisca di beni – per circa un milione e mezzo di euro – riconducibili alla moglie e al figlio dell'imprenditore sebino Giovanni Fervorari.

A darne notizia è Bresciaoggi. La confisca riguarda un'automobile, quote societarie, immobili e l'incasso derivante dalla vendita di un'imbarcazione. Coinvolto nell'inchiesta Leonessa, Fervorari – titolare di una ditta del settore rottami – si era tolto la vita mentre si trovava agli arresti domiciliari, a pochi giorni dalla condanna a sette anni di carcere per fatture false.

Queste le motivazioni della confisca ai familiari: "Risulta convalidata – scrivono i magistrati della Corte d'Appello –  la presunzione che i beni siano stati acquistati col provento delle condotte illecite ascrivibili a Fervorari nel periodo tra il 2003 e il 2018".
 

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