Cronaca

È ai domiciliari ma va in alpeggio con le sue vacche: condannato a 8 mesi

Un allevatore di bestiame ha pensato bene di recarsi in quota con la sua mandria a dispetto della sua condizione di recluso, seppur ai domiciliari

In fondo si trattava pur sempre della sua abitazione, ma i carabinieri, ligi nel far rispettare la legge, non hanno potuto “chiudere un occhio”. Una notizia quantomeno ironica, ma non per il protagonista, è quella che arriva dai monti della Valle Trompia, meta d’alpeggio per un allevatore di bestiame residente nella Bassa. L’uomo, che ha l’azienda a Montichiari, nella Bassa avrebbe dovuto rimanere forzatamente a causa degli arresti domiciliari ai quali è sottoposto, ma ugualmente ha pensato di trasferirsi in Valle per l’alpeggio delle vacche.

Della sua, particolarissima, evasione, se ne sono accorti i carabinieri quando si sono recati nella sua cascina per i normali controlli che si compiono in casi del genere. La moglie dell’allevatore, alle richieste di chiarimento dei militari ha candidamente risposto dicendo che il marito si trovava in quota con le vacche, ed essendo anche la malga una sua abitazione, non stava facendo niente di male. 

L’esito della vicenda è purtroppo scontato per l’allevatore: il giudice che si è occupato del caso ha condannato l’evasore ad una pena di otto mesi di reclusione. La precendente condanna dei domiciliari era dovuta ad un furto. Il caso è riportato sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi. 

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