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Botte, cinghiate e minacce di morte a un sordomuto: una violenza durata 16 mesi

La vittima ha trovato il coraggio di denunciare i fatti solo dopo sedici mesi di violenze, durante i quali ha dovuto sborsare oltre 40mila euro al suo aguzzino.

Sedici lunghissimi mesi. Minacce, insulti, schiaffi, cinghiate, e continui esborsi di denaro per placare la violenza di quello che in un primo momento sembrava un amico, ma si è rivelato essere il suo spietato aguzzino. È finita con un lungo racconto agli agenti della squadra mobile di Novara l'incubo di un sordomuto.

La vittima ha raccontato, con la collaborazione di un interprete della lingua dei segni, agli inquirenti di aver conosciuto il suo aguzzino a Brescia, città nella quale lavorava e viveva. Con lui, un cittadino tunisino di 28 anni, il sordomuto è subito diventato amico, fino a che sono arrivate le prime richieste di soldi, via via sempre più pressanti. Per rendere le richieste più efficaci il tunisino non lesinava minacce e botte, con schiaffi e con una cintura. 

Quarantamila euro, tale è la somma che in sedici mesi la vittima ha dovuto elargire al tunisino. Tanti soldi, 2.500 euro al mese, denaro che il disabile non possedeva, e che ha dovuto chiedere in prestito tramite un finanziamento. Per cercare di interrompere i rapporti con l’aguzzino, l’uomo ha anche cambiato città, trasferendosi a Novara, ma questo non è bastato, il 28enne lo raggiungeva anche lì. Fino a che la vittima ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai familiari prima e alla Squadra Mobile poi. Il tunisino è stato denunciato per estorsione, minacce e lesioni. 

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