L'epidemia che continua a far paura: più di 900 casi e già 10 morti

Sono questi i numeri dell'epidemia di polmonite (e di legionella) che ha flagellato la Bassa e non solo: sarebbero più di 900 i casi, e già si contano 10 morti

L'emergenza sembra ormai superata, ma l'allerta rimane alta: lo conferma il decesso della donna di 51 anni di Provaglio d'Iseo, morta domenica al Civile probabilmente a causa di legionella, su cui la Procura ha già aperto un'inchiesta (parallela alle indagini per epidemia colposa che proseguono ormai da qualche settimana).

Allerta alta, e doverosa, anche a causa dei numeri dell'epidemia di polmonite che ha flagellato la Bassa Bresciana, e non solo: sono 868 i casi accertati, le persone che cioè si sono rivolte al pronto soccorso. Di questi oltre il 75% sono quelli che poi effettivamente sono stati ricoverati in ospedale, in tutto 654 degenti.

Ma all'elenco mancherebbero anche un'altra cinquantina di soggetti che si sono curati a casa, comunque raggiunti dall'Ats. Sul totale degli ammalati da polmonite batterica, meno del 10% sono quelli a cui è stata riscontrata una positività alla legionella.

I numeri dell'epidemia

In tutto 54 casi: tra i paesi più colpiti sicuramente Montichiari (con 8 casi di legionella), poi Carpenedolo e Remedello (4 casi), Acquafredda (3 casi) e poi con un solo caso Calvisano, Isorella e Visano. Ma è Calvisano che per ora si è registrato l'unico decesso confermato per causa legionella: la morte della 69enne Guglielmina Castelletti, che abitava a Mezzane.

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Si aggiungono poi altri otto decessi, nove considerando anche la donna 51enne di Provaglio d'Iseo: tre residenti a Carpenedolo, due a Remedello e altri due a Calvisano, uno a Roè Volciano. Proprio a seguito della violenza dell'epidemia nella Bassa è nato un Comitato di cittadini (con sede a Montichiari, e capitanato da Carmine Piccolo) che ha già annunciato battaglia: il prossimo passo è la messa in opera di una vera e propria class-action, per ottenere un risarcimento.

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