Cronaca

Aggredita dal marito, si difende e lo uccide a coltellate: condannata

21 anni di reclusione per Elena Scaini

È passato quasi un anno dal brutale omicidio di Stefano Giaron, 51 anni, ucciso a coltellate dalla moglie 53enne Elena Scaini a Valletta Valsecchi, quartiere di Mantova: la donna aveva confessato quanto fatto a un paio di giorni dall'accaduto, dopo aver tentato il suicidio in un alloggio a Zocca (Modena) ed essere stata soccorsa dal 118. Da quel momento si trova in carcere: era l'ottobre scorso. 

Nella giornata di ieri, lunedì 20 settembre, la 53enne è stata condannata a 21 anni di carcere dalla Corte d'Assise di Mantova, che ha ridotto la pena di 24 anni richiesta dal pubblico ministero Carmela Sabatelli. Alle parti civili sono stati riconosciuti 220mila euro di provvisionale: 200mila alla madre della vittima, 20mila allo zio. Scaini è stata invece assolta dall’accusa di aver ferito la suocera con un coltello.

L'omicidio si era consumato al termine di un violento litigio: la donna si sarebbe difesa dall’ennesima aggressione nei suoi confronti. Il marito è stato accoltellato più volte, in particolare con 4 fendenti considerati mortali (uno alla carotide, un altro al fegato, due allo stomaco). Questa la versione dell'omicida riportata dalla Gazzetta di Mantova: “L'ho ucciso perché non mi ha lasciato scelta. Si è messo a cavalcioni su di me, con gli occhi iniettati di sangue: prima mi ha tirato le orecchie e poi ha cercato di strangolarmi con una corda. La stessa corda che mi ha aveva mostrato più volte, e mi diceva che prima o poi l'avrebbe usata contro di me. Non riuscivo a respirare e lui continuava a stringere sempre più forte. Allora ho allungato le mani e preso il coltello”.

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