Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Edolo

Fuggiti dai Talebani, sono arrivati in Valle 104 profughi afghani

12 ore di viaggio in autobus da Roma

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Dopo dodici ore di viaggio in autobus, sono arrivati a Edolo nel pomeriggio di ieri i 104 profughi fuggiti dall'Afghanistan, e dai Talebani. Giunti in Italia con un volo partito da Kabul, dopo essere stati sottoposti al tampone per verificare eventuali positività al covid, presso l'aeroporto dove sono atterrati, sono partiti alla volta della Valle Camonica. 

Il viaggio è durato più del previsto a causa di diverse soste necessarie per soccorrere alcuni profughi colti da malore, provati dalle fatiche degli ultimi giorni trascorsi in attesa di imbarcarsi su un volo, nella situazione di caos generale delle zone attorno all'aeroporto di Kabul. Dei 104 profughi arrivati nella caserma Bertolotti, ben 35 sono minori. Il più piccolo ha solo 3 mesi ed ha viaggiato con il padre. 

Il contingente arrivato nella nostra provincia per la quarantena è solo una parte delle migliaia di profughi che giungeranno in Italia. Per la maggior parte si tratta di collaboratori dei soldati italiani che operavano in Afghanistan, persone per le quali una permanenza nel loro paese rappresentava con ogni probabilità una sentenza di morte eseguita dai Talebani tornati al potere, pronti a vendicarsi di coloro che hanno lavorato con gli occidentali. 

Il sindaco di Edolo, Luca Masneri, ha pubblicato un toccante videomessaggio per fare chiarezza sulla situazione e smentire alcune voci incontrollate: «Vorrei smentire certe voci che stanno circolando dicendo che a Edolo arriveranno jihadisti o talebani: i profughi che arriveranno sono persone che hanno collaborato con noi e con il nostro esercito, interpreti, medici tecnici, anche persone di cultura, costretti a fuggire perché secondo chi ha preso il potere in Afghanistan hanno stampato addosso il marchio del tradimento»

«Queste persone, poco più di un centinaio - continua Masneri - sono a carico del Ministero della Difesa e delle Forze Armate e verranno ospitate nella struttura militare dove riceveranno l'assistenza sanitaria della Croce Rossa, che ha stipulato una convenzione con il Ministero, faranno tamponi e lo screening per il Covid, la quarantena, e qui rimarrano finchè non riceveranno il riconoscimento del loro stato di rifugiati. Non potranno uscire dalla base - continua Masneri - né entreranno in contatto con la popolazione. La loro sicurezza sarà garantita sia all'interno che all'esterno della struttura dall'esercito e dai Carabinieri. Noi come Comune siamo stati chiamati a fare eventualmente la nostra parte e abbiamo risposto presente - ha continuato il sindaco Masneri - E così voglio ringraziare tutti coloro che in queste ore hanno manifestato la loro disponibilità a donare supporto e indumenti per queste persone. Fortuntamente chi ha dimostrato un senso di accoglienza supera di gran lunga i commenti negativi. Venti anni fa siamo andati in Afghanistan e abbiamo promesso a queste persone che avremmo cambiato la vita, che avremmo portato loro un modello di socità libera, aperta, in cui venissero rispettate le donne e i diritti civili, democratica: ora, dopo 20 anni e 54 soldati connazionali morti, la memoria dei quali abbbiamo disonorato. li abbiamo abbandonati e ce ne siamo andati: ora dobbiamo ripristinare il nostro senso dell'onore. Queste persone devono essere aiutate e non possiamo tirarci indietro».

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