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Violenze sessuali su un ragazzino, 5 anni di carcere per Don Angelo anche in appello

E' stata confermata anche in Appello la condanna a 5 anni di reclusione per don Angelo Blanchetti, ex parroco di Corna, frazione di Darfo Boario Terme

La Corte d'Appello di Brescia ha confermato la sentenza di primo grado nei confronti di don Angelo Blanchetti, ex parroco di Corna di Darfo: il religioso è accusato di violenza sessuale su minori, e per questo è stato condannato (e due volte) a cinque anni di reclusione. Dal punto di vista giudiziario, adesso rimane la Cassazione: l'ultimo grado di giudizio a cui Blanchetti potrebbe appellarsi.

Gli scandaolosi atti portati a compimento da don Angelo risalirebbero agli anni 2015 e 2016, per qualche mese: la vittima, un ragazzino di origini straniere e all'epoca appena 14enne, sarebbe stata costretta a concedersi in cambio della promessa di proseguire il percorso spirituale del catechismo. 

Preservativi e lubrificanti

Sulla vicenda non mancano ovviamente dei punti oscuri. Ma per la Procura prima, e per le due sentenze di tribunale poi, ci sono delle evidenze che non possono fare altro che confermare le accuse mosse dal giovane al suo ex parroco: la coperta su cui i due avrebbero consumato i rapporti sessuali, i preservativi e i lubrificanti recuperati dai carabinieri in una cassaforte nella casa di Blanchetti.

Il giovane avrebbe raccontato tutto solo una volta trasferitosi a Milano. Qui avrebbe manifestato i primi segni psicologici delle violenze subite, per poi raccontare tutto. Blanchetti nel frattempo era stato arrestato, poi in misura cautelare ridotta con il solo obbligo di dimora, condizione che poi gli era stato negata perché beccato fuori casa, e fuori orario, senza alcun permesso.

Il commento della Diocesi

Infine il processo. La sentenza di primo grado, e la condanna a 5 anni di reclusione. Adesso anche la sentenza in Appello, che appunto ha confermato il primo grado di giudizio. Sul tema anche la Diocesi ha rilasciato un breve commento: “Il reato per cui Blanchetti è stato condannato è tra i più gravi. Come Chiesa bresciana intendiamo esprimere solidarietà alle vittime di ogni abuso”.

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