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Cronaca Lonato del Garda

Nell'ex cava sotterrati rifiuti tossici: falda a forte rischio

L'area venne sequestrata tra il 2018 e il 2019

Il Tar di Brescia ha rigettato il ricorso dell'azienda Vezzola di Lonato che si opponeva alla richiesta di bonifica della ex cava Traversino, a carico della stessa Vezzola, come da diffida della Provincia di Brescia. Quindi toccherà ai privati intervenire celermente per la messa in sicurezza ambientale dell'area. Lo scrive il Corriere della Sera, che riporta anche alcuni stralci della sentenza.

La sentenza del Tar

"Lo stato di potenziale contaminazione del sito sembrerebbe essersi persino aggravato ed esteso rispetto a quello accertato inizialmente da Arpa", scrive il Tar. E ancora: il Tribunale amministrativo, sulla base dei dati a disposizione, riferisce di "un rischio concreto e attuale per le matrici naturali", con riferimento alla falda acquifera dove se non si dovesse intervenire in tempi rapidi potrebbero esserci "effetti ancora più gravi ed estesi".

Il sequestro della cava

Ormai qualche anno fa - tra il 2018 e il 2019 - furono i Carabinieri Forestali a sequestrare gli spazi dell'ex Traversino, un'area di circa 100mila metri quadri. Sotto il terreno sarebbe infatti tombata una discarica chiusa da decenni, al cui interno si celerebbero ancora materiali e rifiuti pericolosi: metalli pesanti, pneumatici, scorie di acciaieria, oli esausti. Tutto sarebbe stato in gran parte confermato dai rilievi di Arpa e Vigili del Fuoco. Si stima che l'intervento di bonifica possa costare anche diversi milioni di euro.

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