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Tangenti, inchiesta interna all'Arpa: «Abbiamo la coscienza a posto»

"Sulla cava di Cappella Cantone la coscienza dell'agenzia è a posto", ha detto Enzo Lucchini, presidente di Arpa Lombardia. "E' in atto un'inchiesta interna e solo al termine di essa potremo dare un giudizio definitivo"

L'Arpa della Lombardia ha aperto un'inchiesta interna dopo i fatti emersi dalle indagini di Brescia sulle tangenti, ma i suoi vertici ritengono che le attività svolte dall'agenzia sulla cava di Cappella Cantone (Cremona) siano state "formalmente ineccepibili" e sostengono che, invece, sui cantieri della Brebemi non hanno competenze dirette.

E' stato su questi punti che si è incentrata l'audizione del presidente di Arpa Lombardia, Enzo Lucchini, davanti alla commissione Ambiente del Consiglio regionale. All'incontro al Pirellone, chiesto dal Pd e durato circa due ore, hanno preso parte anche il direttore generale, Umberto Benezzoli, e il coordinatore dei dipartimenti, Giuseppe Sgorbati.


"Su Cappella Cantone - ha detto Lucchini - abbiamo svolto tutta una serie di attività che riteniamo formalmente ineccepibili". Giuseppe Rotondaro, il dirigente dell'Arpa arrestato, "é stato temporanemente sospeso dall'incarico", ha assicurato Lucchini. I vertici hanno quindi specificato che lo stesso Rotondaro "é stato distaccato in Arpa il primo gennaio 2008 dall'allora direzione generale Ambiente di Regione Lombardia" e nell'agenzia "non aveva alcun incarico formale nel procedimento di Cappella Cantone", occupandosi principalmente del settore comunicazione.

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