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Detenuto buca una bomboletta e si dà fuoco, salvato appena in tempo dagli agenti

Provvidenziale l'intervento della polizia penitenziaria, che chiede aiuto

Due giorni fa ha scalato quattro piani dell'edificio, rendendo necessario l'intervento dei Vigili del fuoco. Ieri si è dato fuoco, usando il gas contenuto in una bomboletta. Un detenuto del Nerio Fischione di Brescia negli ultimi giorni tiene in apprensione gli agenti della polizia penitenziaria, che lamentano una situazione che sta diventando ingestibile. 

I fatti. L'uomo manifesta un profondo disagio per la mancata concessione di una terapia, da lui ritenuta indispensabile, ma non presente tra quelle a disposizione. Due giorni fa, mentre si trovava nel cortile, ha così deciso di arrampicarsi sulla "rotonda" e, aggrappandosi prima alla cancellata, poi alle grate, è arrivato addirittura al quarto piano. Da lì è stato fatto scendere solo grazie all'intervento di una squadra di Vigili del fuoco, chiamata d'urgenza sul posto. 

A distanza di poche ore dalla prima "protesta", ieri ha perforato una bomboletta contenente gas infiammabile, si è fatto avvolgere dal gas ed ha appiccato il fuoco. Solo l'intervento tempestivo di una guardia ha evitato il peggio, come spiega il quotidiano Bresciaoggi che riporta la notizia. 

Già la scorsa settimana il coordinatore regionale della Fp Cgil polizia penitenziaria, Calogero Lo Presti, era intervenuto per lanciare un grido d'allarme, ieri lo stesso ha nuovamente richiamato l'attenzione sulla difficile situazione che stanno vivendo le guardie: «Non passa giorno che nel carcere di Brescia non si registrino disordini di ogni genere. Il personale di polizia è ormai allo stremo, tra innumerevoli atti di autolesionismo, anticonservativi, disordini di ogni genere che hanno provocato anche diverse centinaia, se non migliaia, di euro di danni economici allo Stato, risse tra detenuti, minacce, insulti, offese di ogni genere e persino aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria. Non si può rimanere inermi dinnanzi ad uno scempio simile - conclude Lo Presti -, l'Amministrazione deve attuare ogni sforzo utile per tutelare l'incolumità dei poliziotti, ma anche per dare un forte segnale ai facinorosi, ai non avvezzi al rispetto delle regole, dove tutto deve essere concesso con la prepotenza altrimenti creano disordini». 

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