Fuga dal carcere con le lenzuala: si cerca omicida del Parco Gallo

Taulant Toma e Valentin Frokkaj sono evasi dal carcere di Parma dopo essersi calati dalla cella con le lenzuale annodate. Frokkaj è ricercato per un omicidio a Brescia nel 2007

Valentin Frokkaj

Hanno manomesso le sbarre della cella, forse utilizzando anche le bombolette del gas per indebolirle e poi segarle, hanno annodato le lenzuola e, rispettando rigorosamente il copione di genere, si sono calati, dileguandosi attraverso la cinta perimetrale dell'istituto e facendo perdere le tracce.

Ad accorgersi dell'evasione di due detenuti albanesi - ritenuti 'pericolosi' dagli investigatori e in passato sottoposti a misure di restrizione - dal carcere di Parma in via Burla, alla periferia, sono stati nelle prime ore di questa mattina gli agenti della polizia penitenziaria durante il giro di controllo e sono scattate le ricerche con polizia, carabinieri e guardia di finanza, a partire dai campi circostanti e poi in un raggio ben più vasto.

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha disposto verifiche interne sulle modalità dell'evasione. In un primo momento le informazioni in possesso del sindacato Sappe ipotizzavano che i due potessero essere usciti in occasione di un colloquio con i familiari, poi si è chiarito che la fuga era partita dalla cella, come ha confermato anche il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa: "Dai primi rilievi effettuati si è riscontrata la manomissione delle sbarre della cella che occupavano". E, a quanto riferisce Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, l'allarme antintrusione e antiscavalcamento lungo i cancelli di cinta "non era in funzione, come in molte strutture".

In particolare uno dei due evasi, Taulant Toma, 29 anni, precedenti per rapina e spaccio di droga, ha un precedente per un'evasione analoga, il 9 ottobre 2009 dal supercarcere di Terni, dopo essersi calato anche in quel caso dalla cella con un lenzuolo. Fu poi rintracciato e bloccato dopo due mesi e mezzo di latitanza in un residence in provincia di Pavia dal Nucleo investigativo della polizia penitenziaria, grazie anche a pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali. Già nell'ottobre 2003 si era cimentato nella sua 'specialita'': con un complice aveva segato nottetempo le sbarre della finestra di un ufficio postale a Garlasco (Pavia), per sorprendere al mattino la direttrice al suo arrivo, ma il colpo fallì per il passaggio di una pattuglia della Municipale.

L'altro, Valentin Frokkaj, 35 anni, è stato condannato per l'omicidio di un connazionale avvenuto a Brescia nel 2007 al Parco Gallo. "Sicuramente la scarsa attenzione che negli ultimi tempi si pone alla sicurezza delle carceri determina episodi di questo tipo", commenta Durante, secondo il quale "anche l'eccessivo sovraffollamento e la tendenza ad allentare le maglie della sicurezza fanno in modo che il carcere diventi sempre meno sicuro. Al momento mancano 7.500 unità a livello nazionale (650 solo in Emilia Romagna), nei prossimi due anni ne perderemo altre duemila a causa dei tagli alla spesa pubblica, considerato che potremo assumere solo il 35% di chi andrà in pensione".

Rinforza le critiche il leader del Sappe, Donato Capece: "I segnali scelti dal Dap non sono quelli di una intensificazione e di un potenziamento degli strumenti di vigilanza, ma le fantasie di carceri autogestiti da detenuti e una vigilanza dinamica che allenta proprio la sicurezza e la vigilanza. L'attuale dirigenza dell'Amministrazione penitenziaria non può restare un minuto di più alla guida del Dap".

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