Omicidio Desirée, parla il super-testimone: "Spaccio di droga e pedofilia"

A quasi 17 anni da quella terribile notte d'agosto, un super-testimone ha parlato a lungo con gli inquirenti in Questura a Brescia. Tutti i dettagli

Desirée Piovanelli

Sono passati quasi 17 anni da quel giorno terribile, quando all'interno della cascina Ermengarda di Leno (oggi demolita, al suo posto degli appartamenti) venne brutalmente uccisa la giovane Desirée Piovanelli, all'epoca appena 14enne. Dopo anni di indagini e processo, tutto sembrava concluso con la condanna a 30 anni di carcere per Giovanni Erra, poi 18 anni a Nicola Bertocchi, 15 anni a Nicola Vavassori, 10 anni a Mattia Franco.

Il super-testimone

Ma è notizia di queste ultime ore, come scrive il Giornale di Brescia, della deposizione fiume (durata più di 4 ore) di un imprenditore 70enne di Leno, di cui non è stata resa nota l'identità, che in Questura a Brescia avrebbe raccontato nuovi dettagli sul contesto che avrebbe portato al tragico epilogo della breve, brevissima esistenza della piccola Desirée.

Come già anticipato pochi mesi fa, l'imprenditore ha parlato di festini a luci rosse, pedofilia e droga, spaccio di cocaina, di ragazzine – scrive ancora il Gdb – “costrette a regalare il loro corpo in cambio di una dose”. Circostanza che è stata poi confermata da una ragazzina, all'epoca minorenne, che avrebbe raccontato di quei momenti terribili.

Le parole dell'ex detenuto

L'ipotesi avanzata dall'imprenditore, e appunto riferita agli inquirenti solo poche ore fa, è quella di un “collegamento” tra lo spaccio di cocaina, la pedofilia e l'omicidio di Desireé. E non è finita. Solo pochi giorni fa è tornata d'attualità la “versione” di Giovanni Erra, condannato a 30 anni per quanto accaduto e attualmente detenuto al carcere di Bollate. Le telecamere di Quarto Grado, trasmissione di Rete 4, hanno intercettato un ex detenuto, che intervistato avrebbe ribadito dell'innocenza di Erra: non avrebbe sferrato la coltellata che la uccise, ha detto, ma avrebbe solo visto il corpo ormai senza vita della ragazzina.

Il mistero del Dna

E' notizia di un paio di settimane di una nuova "traccia genetica" trovata sul giubbino della vittima, tra il gomito e il costato, già trovata e repertata durante le indagini ma mai presa in considerazione. Apparterrebbe a un "soggetto di sesso maschile" diverso dalle quattro persone indagate e condannate per il delitto. Anche il padre di Desirée, Maurizio Piovanelli, è da sempre convinto che non tutto sia stato risolto, da quella tragica notte.

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