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Doping e sostanze proibite, condannato il titolare di una palestra

Confermata anche in Appello la condanna per Maurizio Bettini, il titolare della palestra Genesis di Desenzano del Garda: lui si dichiara innocente e ricorrerà in Cassazione

La Corte di Appello di Brescia ha confermato la condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione, come già in primo grado, per Maurizio Bettini, titolare della palestra Genesis di Desenzano del Garda e accusato di cessione di sostanze dopanti illegali: la difesa ha comunque annunciato che ricorrerà anche per il terzo grado di giudizio.

La vicenda riguarda un presunto giro di steroidi e anabolizzanti che Bettini avrebbe ceduto illecitamente ai clienti della sua palestra, di cui era anche il preparatore sportivo. L’uomo era stato arrestato nel settembre di due anni fa, a seguito di indagini da cui sarebbero emerse le ipotesi di cessione illecita: un “giro” che avrebbe coinvolto anche altre persone, iscritte nel registro degli indagati.

Tra questi Gianfranco Bozza di Ome e Jacopo Beretta di Desenzano, che hanno patteggiato due anni di reclusione, e con loro Nicola Ravelli, che invece ha patteggiato 1 anno e 10 mesi. Come scrive Bresciaoggi, nella sentenza di primo grado Bettini (che invece ricorrerà in Cassazione) era stato definito come un “abituale consumatore” di anabolizzanti.

I giudici scrivono di come fosse “consapevole degli effetti dell’assunzione di sostanze dopanti ai fini dello sviluppo della massa muscolare”, e di come condividesse con i suoi atleti “l’intento di incentivare le prestazioni agonistiche mediante l’impiego di sostanze vietate”, anche per “accrescere la fama della sua palestra”.

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