Sberle in faccia e saponette in bocca: accuse alla comunità per minori

Accuse pesantissime alla casa famiglia Ramadan di Desenzano, istituto che si occupa del recupero di ragazzi problematici. In tribunale il lungo elenco dei maltrattamenti presunti: dalle sberle alle saponette

Le punizioni per i ragazzi che non si comportavano come da protocollo sarebbero state delle più disparate. Dalle lunghe camminate sotto la pioggia battente, a piedi nudi, fino alle erbacce strappate per ore sotto il sole, in mutande. Oppure le punizioni ‘scolastiche’: libri interi da ricopiare a mano, la parola ‘ignorante’ scritta più di 1000 volte su di un foglio di carta.

Ma anche pene corporali, come la saponetta strofinata sui denti e sulla bocca. Il lungo elenco dei capi d’accusa che verranno contestati alla casa di accoglienza Ramadan di Desenzano del Garda, che si occupa del recupero e del reinserimento di ragazzi con problemi e disagi.

Accuse pesantissime, raccontate in Tribunale proprio dai ragazzi (al tempo tutti minorenni) che dal 2009 al 2011 avrebbero subito i maltrattamenti. Entro i primi giorni di marzo si dovrebbe sapere qualcosa di più, su quanto le storie siano vere e su quanto ci sarebbe di ‘gonfiato’.

Tra i racconti dei giovani anche quel ragazzo che avrebbe cercato di scappare dall’istituto: fermato appena in tempo, preso a sberle fino al momento della sua ‘redenzione’.

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