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Desenzano: dal Monte Corno il mito del dio 'cornuto' Cernunnos

Il nuovo libro di Simona Cremonini alla scoperta di leggende e antiche storie, lungo tutto l'arco delle Colline Moreniche. La strana storia del Monte Corno, del suo dio 'cornuto' e delle processioni degli anni '60

Un’antica divinità, pagana oggi ma sacra allora, che giganteggia sul Monte Corno a Desenzano del Garda, un dio celtico e pure ‘cornuto’, ma non in senso romantico quanto in termini reali, le corna ce le aveva in testa. Corna che ricordano quelle di un alce, e che si ritrovano nella cultura celtica e in più d’un territorio bresciano, questa divinità viene ritratta anche nelle grotte camune, là dove stanno i “pitoti”.

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La ricercatrice Simona Cremonini ritorna sulla storia antica delle Colline Moreniche con un nuovo volume ad esse dedicato e che si addentra (fino in fondo) in quelle che sono antiche leggende, racconti o dicerie, testimonianze ‘vive’ e reperti archeologici. Storie di spettri e fantasmi, mostri e animali mitici, antichi culti forse mai sopiti agli albori dell’emergere del cristianesimo, creature fantastiche e leggendarie città sommerse, riti e presenze sataniche: un bel calderone di storie e fantasia, racconta l’autrice, “un altro viaggio nella fantasia popolare, fra i culti, i simboli, le storie fantastiche e le leggende delle alture del Basso Garda”.

La storia di quel dio cornuto, che gli esperti già hanno sentito nominare, quel Cernunnos (o Kernunnus che dir si voglia) che addirittura vivrebbe in qualche religiosità d’antan, nascosta e magari settaria, il racconto dai millenni s’avvicina ai giorni nostri, rituali da medioevo a età moderna, addirittura processioni con cappucci, maschere e mantelli che arriverebbero fino ai primi anni ’60.

Un antico protettore, o un demonio maledetto? Chissà se alla prossima Pasquetta, tra tende e bottiglioni di rosso, qualcuno si metterà in testa un cappello a tema, farà un bel falò ‘sacro’, proverà ad evocarlo e fare due chiacchiere con lui.

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