Cronaca Lungolago Cesare Battisti

Desenzano, niente multa per Dolce&Gabbana: «Ma le regole vanno rispettate»

La replica del sindaco Rosa Leso alle accuse dei quotidiani locali: "La Polizia Locale è stata ineccepibile". Monta la polemica sul presunto allontanamento della troupe D&G e della loro campagna promozionale

Aveva fatto un certo scalpore la notizia dei modelli e delle modelle di Dolce&Gabbana prima multati e poi allontanati da Desenzano del Garda. La Polizia Locale sarebbe intervenuta per ‘spostare’ le cinque Vespe ‘vintage’ che avrebbero momentaneamente occupato il lungolago, in zona a traffico limitato: i protagonisti, tra organizzatori e distributori di profumo (il tutto si lega alla campagna pubblicitaria di una nuova fragranza) avrebbero quindi occupato il suolo pubblico senza aver richiesto permesso alcuno.

Una scena inaspettata e che intorno a sé ha creato non poche discussioni: in particolare, su più d’un quotidiano locale, si sarebbe puntato il dito sulla ‘cattiva gestione’ dell’amministrazione comunale di Desenzano, che avrebbe concluso “in modo imbarazzante quella che poteva essere una buona occasione promozionale”. Ancora polemiche, quando ancora non si sono sopite quelle sull'annullamento della Notte d'Incanto per "motivi economici".

Proprio ieri pomeriggio è allora arrivata la risposta scritta del sindaco Rosa Leso, non senza un pizzico di amara ironia. Altro che evento dell’estate, spiega il primo cittadino, altro che campagna annunciata su riviste di moda: a Desenzano “nessuna troupe, nessun set fotografico, nessuna celebrità”.

“Cinque Vespe fino vintage – scrive Rosa Leso – si sono piazzate in divieto di sosta in mezzo al lungolago, nella zona a traffico limitato, da dove vengono gentilmente invitati a trasferirsi pochi metri più in là, nel parcheggio dedicato alle moto. […] Il comportamento della Polizia Locale è stato ineccepibile, ed è inutile aggiungere che un effettivo set di posa, anche se non comunicato, non sarebbe stato interrotto”.

Il problema sarebbe proprio questo, la mancanza di comunicazione e, dunque di autorizzazione. “Non è andata persa un’occasione di promozione della città – conclude Rosa Leso – Sono state semplicemente richiamate delle regole che valgono per tutti. E se questa è una colpa, me la assumo volentieri”.

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