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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca Borno

Massacrata e sgozzata perché voleva andare a vivere vicino al suo bambino

Rese note le motivazioni del Gip di Brescia per la convalida dell'arresto di Davide Fontana

“Totale assenza di umana compassione”. E ancora, nessun atto di pietà nei confronti della povera Carol ma piuttosto un “atteggiamento riprovevole”. Si delineano anche i contorni del probabile movente: “Davide Fontana non poteva accettare di vivere senza la ragazza, che tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022 gli aveva comunicato l'intenzione di lasciare Rescaldina e trasferirsi tra il Veronese, dove risiedeva il figlioletto, e Praga”. Sono alcuni estratti dell'ordinanza di convalida del fermo firmata dal gip di Brescia Angela Corvi: Fontana, 43 anni, è l'unico accusato per l'omicidio di Carol Maltesi, 26 anni, nota ai più come Charlotte Angie e uccisa e fatta a pezzi prima di essere abbandonata sul ciglio della strada a Paline di Borno, al confine con la provincia di Bergamo.

Il desiderio di Carol: tornare da suo figlio

Carol Maltesi voleva tornare nel Veronese ad accudire suo figlio. Un desiderio che la giovane mamma aveva raccontato anche ad amici e conoscenti, come testimoniato anche sulle pagine di Bresciatoday. Ma questo Fontana non l'avrebbe mai accettato: “Pure acconsentendo che Maltesi, di cui si è rappresentato follemente innamorato, intrattenesse relazioni anche con un uomini diversi – scrive ancora il gip – non poteva assolutamente accettare che se ne andasse lontano, abbandonandolo: e così le toglieva barbaramente la vita, durante un gioco erotico che avevano concordato, approfittando dell'incondizionata fiducia che la giovane riponeva in lui, tanto da farsi legare, imbavagliare e incappucciare, rendendosi inerme nelle sue mani”.

Per il gip Angela Corvi non si sarebbe trattato di un gioco erotico finito male a causa di  un raptus, ma di un omicidio commesso con tutta la sua volontà. Nel secondo interrogatorio Fontana avrebbe dunque confessato il movente passionale del delitto, “commesso per evitare che la ragazza seguisse il suo destino, lontana da lui: ha ucciso una giovanissima donna, madre di un bimbo ancora in tenera età, colpevole soltanto di voler seguire i propri progetti e aspirazioni lontano dall'indagato”.

L'orribile verità di Davide Fontana

Ma quanto c'è di vero nella doppia confessione di Fontana? I dettagli più macabri, purtroppo sì. “Fontana – prosegue il gip – oltre a colpire violentemente e ripetutamente la vittima con un martello, le tagliava ferocemente la gola (con un coltello da cucina, ndr): che questo gesto, lo sgozzamento, potesse essere concepito dallo stesso indagato come atto di pietà appare davvero inverosimile, sicché la condotta pare caratterizzarsi quale eccedente rispetto alla normalità causale e tale da determinare sofferenze aggiuntive ed esprimere un atteggiamento interiore specialmente riprovevole”.

Coinvolte altre persone nel delitto?

Nessun dubbio sulla necessità che rimanga in carcere. Per il modo in cui, per oltre due mesi, avrebbe preparato “una complessa strategia per occultare l'orrendo delitto commesso, far sparire il corpo e sottrarsi da qualsiasi responsabilità”: si tratta di azioni che per il gip “mostrano in maniera lampante la ferma, pervicace, inamovibile volontà dell'indagato di evitare le conseguenze delle sue gravissime azioni e che dimostrano la sussistenza di un evidentissimo rischio di fuga”. Infine appare “macroscopica” la probabilità che Fontana “commetta in futuro gravi delitti contro la persona”. E un dubbio, atroce: il gip non esclude che ci siano altre persone coinvolte, che potrebbero averlo aiutato a liberarsi del corpo. 

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