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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Borno

"Lei era nuda, i piedi legati: la colpivo con un martello, poi le ho tagliato la gola"

E' un racconto dell'orrore, nei minimi dettagli

Davide Fontana ha 43 anni. Ha confessato il delitto di Carol Maltesi, l'attrice hard di 26 anni conosciuta con il nome d'arte di Charlotte Angie. Impiegato di banca, fotografo e food blogger, vive a Rescaldina, comune dell'hinterland milanese a Nord del capoluogo lombardo. Era vicino di casa di Carol, i due avevano avuto una relazione ma secondo i conoscenti erano poi rimasti in buoni rapporti. I due si erano conosciuti nell’ottobre del 2020. Per lei, lui aveva lasciato la moglie. La storia, "una relazione molto aperta" avrebbe detto lui, era finita, altri partner era arrivati nelle rispettive vite ma i rapporti intimi, davanti a un obiettivo o nella vita reale, erano proseguiti. 

La confessione shock di Davide Fontana

Ha raccontato tutti i dettagli dell'omicidio agli inquirenti. Un fiume in piena. L'omicidio è avvenuto nella casa della 26enne nel gennaio scorso. Ha detto ai carabinieri di aver tenuto nascosto a lungo il cadavere nel congelatore della vittima per poi farlo a pezzi, nasconderlo in 4 sacchi neri della spazzatura, trasportarlo in auto fino all'alta Val Camonica e gettarlo in un dirupo in montagna. Una scelta tutt'altro che casuale: Fontana, sempre da quanto riferito, ha infatti chiarito agli investigatori di essere andato in Val Camonica perché conosceva molto bene il luogo dove in passato aveva trascorso diverse vacanze. Nessun chiarimento, invece, sul movente. Fontana è infatti accusato di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. 

Il video dell'omicidio

"Dovevamo fare due video. Il secondo molto più violento del primo". Davide Fontana la mattina dell'orrore ha filmato tutto col suo cellulare, come riportano oggi i principali quotidiani. Anche il delitto. Lo ha raccontato lui. Dopo la prima "scena di sesso siamo saliti in camera da letto, dove è installato un palo da lap dance. Ho legato i polsi della ragazza al palo con del nastro telato e un sacchetto di plastica nero sulla testa".  L'uomo si è presentato spontaneamente dai carabinieri per denunciare la scomparsa dell'amica. Annusando l’aria, Fontana si era presentato in caserma a Rescaldina forse per allontanare da sé i sospetti: "È andata via con la sua Cinquecento", spiegava, "ma questa mattina l’ho notata parcheggiata a poca distanza da casa". Convocato a Brescia, aveva cambiato versione sull’auto: "L’ho utilizzata fino a mercoledì o giovedì scorso".

Troppe incongruenze, ha deciso presto di confessare l'omicidio. "Lei era completamente nuda - ha messo a verbale -, sdraiata a terra a pancia in su. Le ho legato anche i piedi. Ho preso un martello e ho iniziato a colpirla su tutto il corpo, non forte, partendo dalle gambe in su. Poi quando sono arrivato verso la testa ho iniziato a colpirla forte".

"Non so bene il perché - continua - Non so che cosa sia successo. Lei si muoveva con la testa e io continuavo a colpirla ma non so dove perché aveva il sacchetto". Il racconto dell'orrore prosegue: "Le ho tolto il cappuccio e credo che fosse morta. Mi son reso conto di averle procurato molte ferite dalle quali perdeva molto sangue. Ma, non sapendo che altro fare, le ho tagliato la gola con un coltello da cucina a lama liscia che poi ho gettato. Un atto di pietà: vedevo che stava soffrendo e ho concluso le sue pene tagliandole la gola. Sono rimasto mezz’ora a guardarla e poi son tornato a casa mia".

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