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Fatture false per 250 milioni di euro: nei guai imprenditore camuno

Denunciato a Darfo Boario Terme, dalla Guardia di Finanza, un imprenditore bresciano di 50 anni, accusato di false fatture per 250 milioni di euro ed evasione fiscale per altri 60

Non meno di 8000 fatture false, per un giro d'affari (ovviamente inesistente) di oltre 250 milioni di euro, e un'evasione accertata al fisco per circa 60 milioni. Nei guai un imprenditore camuno di 50 anni, di Darfo Boario Terme, finito nella rete della Guardia di Finanza di Pisogne. Il metodo: con l'aiuto di soggetti prestanome, continuava ad aprire (e chiudere) aziende, quelle che poi producevano le false fatture.

Materiale da cantiere e da ferramenta: viti, bulloni, attrezzi di lavoro e quant'altro. Veniva tutto acquistato da diverse aziende della Valcamonica, in tutto più di 300 ignare della truffa, ma i costi venivano poi gonfiati appunto con le false fatturazioni di cui sopra, fino ad arrivare a un volume d'affari da 250 milioni di euro.

Già si contano 13 società fantasma, la cui capofila era proprio a Darfo. Le aziende nascevano per morire in meno di un mese, ma in poche settimane riuscivano comunque a “sfornare” fino a 20mila fatture (false) alla volta.

L'imprenditore avrebbe giocato con fisco e aziende per quasi quattro anni, dal 2011 al 2015. Le indagini delle Fiamme Gialle si sono protratte per tre anni. Ora finalmente si è sciolto il nodo dell'intricata matassa.

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