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I colleghi in sciopero © Bresciatoday.it

I colleghi in sciopero © Bresciatoday.it

Lasciata a casa dopo 25 anni di lavoro: tutti i colleghi incrociano le braccia

Presidio di protesta fuori dallo stabilimento della Diamalteria di Darfo Boario Terme. Per 8 ore tutti i dipendenti si sono fermati

Braccia incrociate, per otto ore, alla Diamalteria di Darfo Boario Terme. Per solidarietà nei confronti di una collega, nei confronti della quale è stata avviata una procedura di licenziamento e, soprattutto, per chiedere un incontro con i vertici della storica azienda, specializzata nella produzione di estratti di malto.

A fianco degli oltre 40 lavoratori dello stabilimento camuno, a cui si aggiungono un decina di impiegati operativi nella sede legale di Milano, mercoledì c’erano le organizzazioni sindacali: la Fai Cisl Brescia e la Flai Cgil di Vallecamonica e Sebino. 

Il licenziamento di una dipendente - con alle spalle 25 anni di lavoro nell’azienda, fondata nel 1909 dalla famiglia Lepetit e acquisita nel 2010 dal gruppo agroindustriale Vivescia, attraverso la controllata Malteurop Group - è stato l’ultimo campanello di allarme per il personale, che da tempo "lavora in condizioni di stress, tanto che una ventina di lavoratori negli ultimi anni hanno dato le dimissioni", fa sapere Donato Bianchi, coordinatore della Flai Cgil di Vallecamonica e Sebino.

"Licenziata perché non serviva più"

"È stata lasciata a casa una lavoratrice di punto in bianco, perché non più necessaria. All’interno di un processo di riorganizzazione aziendale le sue mansioni, secondo il gruppo dirigente, potevano esser svolte da altri dipendenti. Se l’idea è quella di licenziare le persone perché di punto in bianco non servono più, trattando i lavoratori come degli oggetti, noi non possiamo accettarla e continueremo a protestare", spiegano ancora dal sindacato.

Un clima stressante

La richiesta del personale, che teme che quello della collega sia solo il primo di una serie di licenziamenti, e dei sindacati non è solo quella di ritirare la procedura di licenziamento, ma anche quella di avviare un tavolo di confronto con la dirigenza per “affrontare l'organizzazione del lavoro, a partire dal diritto dei lavoratori di usufruire di ferie e permessi. L’azienda non è in crisi - persegue Bianchi - e i carichi di lavoro sono anzi aumentati: molti dipendenti hanno responsabilità che esulano dal loro ruolo e spesso fanno gli straordinari come chiesto dall’azienda.”

E proprio con il blocco degli straordinari prosegue la protesta nello stabilimento di corso Lepetit a Darfo Boario Terme. La mobilitazione va avanti “in attesa che l’azienda ci convochi per aprire un confronto costruttivo”, conclude il sindacalista.

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