L'impegno sociale nel ricordo di Fausto, morto sulle montagne che amava

L'hanno cercato per tutta la notte, poi ritrovato la mattina: Dante Steffanoni, detto Fausto, lascia la moglie Angiolina e il giovane figlio Davide

Dante Steffanoni, detto Fausto

Il giorno dopo la tragedia tutto il paese si stringe nel cordoglio dei familiari: Dante Steffanoni, noto anche come Fausto, era conosciuto in tutta Corte Franca, e non solo, per il suo impegno sociale e la sua disponibilità. Con tutti. Originario di Brescia, da decenni ormai abitava a Borgonato insieme alla moglie Angiolina. Lo piange anche il giovane figlio Davide, che da qualche tempo si è trasferito in Spagna.

Un ricordo indelebile nella vita di tanti

Rimane il ricordo, di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella vita di tanti. Per tanto tempo ha lavorato con i Servizi sociali del Comune. E poi a Cascina Clarabella, il centro di recupero per persone in difficoltà psichica e sociale. Infine le sue grandi passioni, su tutte la natura e la montagna: era socio attivo e propositivo del Cai locale. Gli amici lo ricordano con affetto.

E' morto a più di 2800 metri di quota, sulla Cima Aviolo (sopra Edolo), probabilmente ancora sabato notte. E' in quel momento infatti che si perdono le sue tracce: l'allarme è stato lanciato intorno alle 21 dalla moglie, quando Fausto non rispondeva più al telefono. Steffanoni potrebbe essere inciampato, e caduto, mentre stava scendendo la montagna, dopo aver raggiunto la cima.

Un volo nel vuoto di oltre 100 metri

Un volo di oltre un centinaio di metri, nel vuoto, che non gli ha lasciato scampo. Steffanoni aveva 65 anni, ma era ancora in forma, e poi era un alpinista esperto. Si è incamminato verso la Cima Aviolo partendo sabato mattina da casa: una strada che ha percorso chissà quanto volte. E' risalito sul Monte Colmo, poi alla Malga Stain e infine al Passo Gallinera.

Non è chiaro il motivo della sua improvvisa caduta: potrebbe essere inciampato. Sembra essere esclusa l'ipotesi di un malore: a seguito dei primi accertamenti medici la magistratura non ha nemmeno richiesto l'autopsia. Dunque la salma è già stata riconsegnata ai suoi familiari: a breve sarà comunicata la data dei funerali.

Ricerche senza sosta, anche di notte

Le ricerche di Steffanoni sono cominciate subito, ancora sabato sera. Sono proseguite per diverse ore, fino alle 4 del mattino, per poi riprendere all'alba. In loco erano impegnati gli uomini del Soccorso Alpino, i volontari della Protezione civile, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. In cielo si è levato anche l'elicottero del 118, abilitato al volo notturno. Niente da fare fino al mattino, quando anche la nebbia ha cominciato a diradarsi.

Steffanoni è stato ritrovato tra dirupi e rocce che si spezzavano fragorosamente, non lontano dal bivacco Festa. “I soccorritori hanno operato in condizioni ambientali e meteorologiche molto complesse – fa sapere il Soccorso Alpino in una nota – anche a causa della presenza di nebbia, che limitava la visibilità”. Nelle ore difficili delle ricerche sono stati impegnate quasi 50 persone.

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