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Uccide la moglie e scappa, la madre della vittima scrive a Salvini: "Deve pagare"

Il ministro dell'interno risponde, e promette un intervento in tempi brevi, ai famigliari di Daniela Bani, uccisa nel 2004 dal marito poi fuggito in Tunisia

Condannato per aver ucciso la moglie Daniela Bani - massacrandola con ben 37 coltellate- non ha mai fatto un giorno di carcere. Chaanbi Mootaz è scappato in Tunisia, suo paese d'origine, il giorno dopo aver ammazzato la giovane donna: è ancora in libertà, nonostante la condanna a 30 anni di carcere.

L'omicidio nel 2014 nella casa di Palazzolo dove la coppia viveva con i due figli: Youssef che  ha 11 anni e Reyen di 8. Entrambi sono stati affidati ai nonni materni, che continuano a battersi e lanciare appelli per avere giustizia.

L'ultima accorata richiesta d'aiuto Giuseppina Ghilardi, mamma della giovane donna ammazzata, l'ha rivolta - tramite il Corriere Della Sera - al ministro dell'interno Matteo Salvini.

La risposta non ha tardato ad arrivare. Il ministro - sempre tramite le pagine del quotidiano - ha fatto sapere di aver già contattato l'ambasciatore italiano a Tunisi. Non solo: ha promesso di sollevare ufficialmente il caso con il governo tunisino, perché - ha detto - "è inaccettabile che un criminale non paghi".

All'origine degli appelli della madre di Daniela non c'è solo la giustificata e comprensibile sete di giustizia, ma anche la paura - fondata - che l'uomo torni a riprendersi i figli, che nel frattempo hanno cambiato il cognome e preso quella della madre.

Il 37enne tunisino, insieme al suo legale, si è pure rivolto alla Cassazione per far annullare le sentenze di primo e secondo grado. Un ricorso di 38 pagine che impedisce alla famiglia della giovane donna di accedere ai fondi dello Stato per le vittime dei reati violenti. I contributi vengono infatti erogati solo quando la sentenza diventa definitiva.

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