Schiacciato dalla croce, la morte di Marco un omicidio colposo

Le indagini della Procura di Brescia, in attesa dell'esito dei sopralluoghi dei periti e dei tecnici. Nei giorni scorsi anche i genitori di Marco Gusmini in visita a Cevo, per quel che resta della Croce

Il fascicolo d’indagine, per ora ancora a carico di ignoti, parla chiaro: omicidio colposo. Entrano nel vivo le indagini per la morte di Marco Gusmini, il 20enne di Lovere morto schiacciato dal crollo improvviso della Croce di Job, il monumento al Cristo sul Dosso dell’Androla, sulle montagne di Cevo, realizzato in occasione della visita bresciana di Giovanni Paolo II.

Negli ultimi giorni il sopralluogo dei ‘tecnici’, e del perito nominato dalla magistratura. Per ricostruire la dinamica della tragica vicenda, per rivedere (all’indietro) quelli che potrebbero essere stati gli errori umani, a condizionare la vicenda.

Niente di nuovo, in attesa di nuovi sviluppi, perlopiù giudiziari. Mentre l’area rimane presidiata, giorno e notte, dai Carabinieri. Due giorni fa, sul posto, sono arrivati i genitori di Marco, Luciano e Mirella. Hanno voluto salutarlo, ancora una volta.

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