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Foto d'archivio

Foto d'archivio

Professoressa uccisa dal marito, gli studenti: "Era speciale, ci ha cambiato la vita"

Cristina Maioli, la 63enne uccisa dal marito 79enne, ha lasciato un ricordo indelebile in centinaia di studenti dell'Itis di Brescia.

Antonio Gozzini, 79 anni, e Cristina Maioli, 63, si erano conosciuti nei corridoi dell'Itis di Brescia, dove entrambi insegnavano. Lui fisica, lei lettere. Una storia finita in tragedia nei giorni scorsi, quando il 79enne, che da tempo soffre di una grave forma di depressione, ha ucciso la donna che da sempre si prendeva cura di lui: l'avrebbe prima colpita con un mattarello e poi accoltellata. Infine avrebbe provato a togliersi la vita ingerendo psicofarmaci e tagliandosi le vene. 

La tragedia si è consumata nei giorni scorsi in un appartamento di via Cesare Lombroso, dove la coppia viveva. L'uomo si è salvato e ha ammesso di aver ucciso l'insegnante - che aveva preso tre giorni di permesso dal lavoro proprio per stare vicina al marito -  ma è rimasto in silenzio durante l'interrogatorio di garanzia, mentre il suo avvocato ha chiesto il trasferimento nel reparto di psichiatria del Civile. Un omicidio che per ora non ha alcuna spiegazione, ma ha gettato nello sconforto più profondo centinaia di ex studenti dell'istituto tecnico bresciano. 

Cristina Maioli era davvero amatissima dai suoi studenti e ha lasciato un ricordo indelebile in ognuno di loro. Una professoressa che adorava il suo mestiere, in grado di trasmettere la passione per la letteratura e per la scrittura anche agli adolescenti che avevano optato per una scuola ad indirizzo tecnico. Alcuni di loro, dopo averla incontrata, hanno perfino cambiato il percorso di studi, iscrivendosi a facoltà universitarie umanistiche.

"Una donna dolce e pacata - la descrive Daniele, ex alunno dell'Itis ora diventato un videomaker di successo- che ha cambiato per sempre il mio modo di vedere e vivere la scuola. Grazie a lei ho iniziato a studiare non per prendere buoni voti, ma per il piacere di conoscere cose nuove. Ci ha insegnato a riflettere: capitava a volte di non fare lezione per discutere di alcuni argomenti di attualità." 

"La professoressa Maioli ha rappresentato per me l'ideale di professoressa. - ci racconta Enrico, un suo ex alunno con la passione per la poesia -  Severa ma giusta, molto coinvolta nel processo di insegnamento, ma altrettanto distaccata nel valutare gli alunni. Non dimenticherò mai quando ci fece una lezione su Baudelaire, Rimbaud e Verlaine. In quell'occasione ci fu la vera scintilla che mi 'spinse' verso la poesia. Impossibile dimenticare il suo sorriso: è risaputo che nei visi che esprimono in prevalenza espressioni serie, la comparsa di un sorriso si nota in misura maggiore. Era una persona che aveva fascino e lo trasmetteva anche nel suo operato didattico. Sono passati troppi anni per ricordare tutto, ma resta la certezza di avere appreso molto da lei: credo valga per tutti quelli che l'hanno avuta come insegnante. Questo è il suo grande lascito" .

"È stata l'insegnante migliore che ho avuto in assoluto - conferma Anna -, tanto severa quanto appassionata al suo lavoro: l'unica in grado di far stare in silenzio una classe intera di adolescenti come noi. Sicuramente meritava un futuro brillante, ma non è stato così: che il paradiso le riconosca i suoi meriti".

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