Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Palazzolo sull'Oglio

Meccanico arrestato per omicidio: il figlio lo scarica in tribunale

Prosegue il processo a carico di Cristiano Mossali

In Corte d’assise a Brescia prosegue il processo per omicidio volontario a carico di Cristiano Mossali, il meccanico oggi 53enne titolare di un’officina a San Pancrazio di Palazzolo accusato di aver ucciso, il 29 agosto di due anni fa, il 40enne Rama Nexat, per gli inquirenti con un movente preciso: un debito da 30mila euro che il meccanico difficilmente sarebbe riuscito a restituire. Quel giorno Rama sarebbe arrivato in auto nell’officina: Mossali gli avrebbe sparato e poi avrebbe dato fuoco al cadavere e alla vettura della vittima, una Range Rover.

In aula è stato ascoltato il figlio più giovane di Mossali, 23 anni: come già negli interrogatori, il ragazzo con le sue dichiarazioni è come se riconoscesse, almeno in parte, le responsabilità del padre. “Quel giorno ci chiese di dire a tutti che avevamo pranzato insieme, ma a pranzo lui non c’era, non so dove fosse”, ha raccontato il 23enne a giudici e pm. “Mi chiese anche di cancellare le immagini delle telecamere di videosorveglianza della casa e dell’officina, e io l’ho fatto”, ha aggiunto.

La deposizione del figlio

Nella lista delle domande presentate dalla pm Claudia Passalacqua, titolare delle indagini, anche il messaggio ricevuto su Facebook dal figlio di Mossali nel quale Nexat Rama avrebbe scritto: “Tuo papà non si sta comportando bene”. In tribunale il giovane Mossali ha riferito di non aver dato troppo peso a quella missiva virtuale, in un precedente interrogatorio disse però di essersi spaventato. Il giorno dell’omicidio, Cristiano Mossali avrebbe anche chiesto al figlio di andare a prenderlo nei pressi di un distributore di benzina non lontano da dove vennero trovati auto e cadavere carbonizzati. “Me lo chiese, ma poi non mi chiamò”, ha concluso il 23enne: il padre sarebbe poi infatti tornato a casa a piedi.

La ricostruzione dell’omicidio

Così la ricostruzione dell’omicidio secondo il gip del tribunale di Brescia, resa nota a pochi giorni dall’accaduto: “Rama Nexat è stato aggredito, verosimilmente da tergo dal suo assassino, che ha esploso quantomeno un colpo di arma da fuoco colpendolo alla testa, cagionandone la morte, per poi caricare il cadavere sull’autovettura della vittima, portandola nel luogo campestre in cui poi è stata data alle fiamme, col corpo di Nexat al suo interno”.

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