Crisi: 160 famiglie chiedono aiuto alla Caritas di Lumezzane

Quasi 160 famiglie hanno partecipato al servizio di dispensa (40 in più rispetto al 2010), senza dimenticare l'emporio degli indumenti, l'animazione per i bambini, l'educazione. Oltre a un piccolo fondo per piccoli prestiti

Il lavoro che non c’è più, il lavoro che non si trova, il lavoro che non arriva. La crisi invece è arrivata e l’hanno sentita tutti: ma c’è anche chi l’ha sentita un po’ di più, chi fa fatica davvero, e non sono più i ‘soliti’ immigrati, non sono più i ‘soliti’ emarginati. Fianco a fianco, a braccetto nella povertà, ora ci sono tante famiglie, tante persone sole e che hanno un forte bisogno di aiuto. A Lumezzane le associazioni collaborano, si aiutano per aiutare, e i volontari della Caritas zonale ‘Spalla a Spalla’ non hanno intenzione di mollare la presa. Carità e solidarietà, animazione e educazione pedagogica, dolci e giochi da regalare ai bambini, un centro di ascolto, un emporio di vestiti usati, una dispensa per la distribuzione degli alimenti.



E lo scorso anno sono almeno 160 le famiglie che hanno chiesto aiuto, in netto aumento rispetto alle 120 registrate nel 2010. Nella dispensa sono circa 60 i volontari che collaborano, persone che tutti i giorni si dividono i turni e fanno servizio. “Ogni giorno noi distribuiamo dei buoni di ipotetica spesa – ci racconta Pierangela Biemmi – e distribuiamo merce alimentare di ogni tipo, che ci viene fornita dalla GEA, dal banco alimentari, dalle donazioni o anche dagli acquisti dei nostri volontari. Ogni giorno affrontiamo varie situazioni di disagio, molto diverse tra loro. Persone anziane, malati, vedove, persone che non riescono ad arrivare a fine mese, separati e divorziati, extracomunitari e italiani con famiglie numerose..”.

Sono tutti volontari, che in dodici mesi hanno distribuito ben 125 tonnellate di generi alimentari, per un totale di circa 290mila euro, una volta alla settimana una borsa della spesa bella piena per chi ne ha bisogno. E da quest’anno è avviato anche un piccolo fondo (circa 10mila euro) per piccoli prestiti: “Il nostro non è un microcredito – ci spiega Flauzia Panada – perché il discorso del microcredito della Caritas Diocesana si appoggia agli istituti bancari. La nostra tipologia di utenza purtroppo la linea della sopravvivenza l’ha già superata, e si ritrova con l’acqua alla gola. Altro che rate bancarie!”

“Noi cerchiamo di salvare il salvabile con questo piccolo fondo a perdere, cerchiamo di sopperire alle loro spese improvvise. Un prestito che si fonda sulla parola, io mi fido di te perché so che quando troverai lavoro questi soldi me li restituirai, e noi potremo aiutare altre famiglie. Spesso ci troviamo di fronte a una miseria incredibile, ci vuole qualcuno che si fida. Dobbiamo renderci conto che qualcuno deve dare fiducia a queste persone, questo è il significato della solidarietà di base”.

La Caritas di Lumezzane continua con il suo impegno costante, una struttura che sta in piedi perché, nonostante tutto, “ci sono ancora tante persone disponibili, c’è ancora tanta voglia di essere generosi”. Perché in fondo “siamo cristiani, e questo è il modo migliore per dimostrarlo”. Una gestione trasparente e un aiuto concreto alle persone svantaggiate, dai progetti di reinserimento ai già citati gruppi d’ascolto o di educazione. L’importante è avere fiducia, l’importante è credere in un progetto solidale.

Da non perdere anche lo spettacolo ’80 voglia di Caritas’, previsto per i primi giorni di febbraio al Teatro Odeon, in cui giovani e ragazzi si scateneranno con un vero e proprio revival anni ’80 a scopo benefico. Ingresso libero, ma ogni donazione è sempre ben accetta.
 

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