Due familiari infettati dalla legionella: ricoverati in gravi condizioni

Fanno parte dello stesso nucleo familiare i due pazienti lombardi ricoverati al Maggiore di Cremona: torna l'incubo legionella dopo i casi di Busto Arsizio

Come se non bastasse il coronavirus, torna l'incubo legionella a pochi chilometri dai confini bresciani, esattamente due anni dopo la terribile epidemia che sconvolse la Bassa bresciana e dintorni, con centinaia di casi accertati (circa un migliaio) e più di una decina di morti. Ad oggi non sono ancora state chiarite le cause di una così rapida e anomala diffusione.

Incubo legionella: due ricoverati gravi

Sono due i ricoverati all'ospedale Maggiore di Cremona, in gravi condizioni, per polmonite batterica causata da legionella. Fanno parte entrambi dello stesso nucleo familiare, ricoverati in ospedale a pochi giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Le autorità sanitarie sono già informate: l'Ats Valpadana – che ha competenza sul territorio cremonese – ha già attivato tutti i protocolli.

Nuovi casi di legionella in Lombardia a meno di un mese dal focolaio di Busto Arsizio: ai primi di settembre erano stati accertati almeno 16 casi – 11 uomini e 5 donne – con due decessi (uno con polmonite da legionella in atto, un altro con tracce pregresse). 

Come si forma e come si trasmette la legionella

La legionella, ricordiamo, è un batterio che vive negli ambienti acquatici come ad esempio impianti idrici, serbatoi e tubature: si moltiplica a temperature comprese tra i 25 e i 45 gradi e in presenza di stagnazione dell'acqua, incrostazioni e sedimenti. Al di sotto dei 20 gradi la legionella non si sviluppa e non è pericolosa.

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Il contagio avviene attraverso l'inalazione di minuscole gocce (aerosol) di acqua contaminata. La legionella non si trasmette da persona a persona, attraverso gli alimenti o bevendo l'acqua. La sintomatologia può essere varia: si possono avere forme asintomatiche, quadri clinici simili all'influenza fino a una grave forma di polmonite. La malattia ha un'incubazione che varia da 2 a 10 giorni (mediamente tra 5 e 6). Provoca patologie respiratorie: quante analogie con il Covid-19.

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