Cronaca

Riesame di Brescia: «Iori resti in carcere, può uccidere ancora»

Maurizio Iori, il primario di oculistica dell'ospedale maggiore di Crema, in carcere perché accusato di avere assassinato l'ex compagna e la loro figlia di due anni con il gas, potrebbe reiterare il reato, ossia uccidere ancora

Il collegio del Tribunale del riesame di Brescia, presieduto dal giudice Michele Mocciola e con il giudice Simone Medioli Devoto nella veste di relatore, è giunto a questa conclusione nelle 15 pagine dell'ordinanza che rigetta la richiesta di scarcerazione del quarantanovenne. Il medico è detenuto dal 14 ottobre nel penitenziario di Cremona con l'accusa d'aver assassinato la ex compagna Claudia Ornesi (impiegata di 42 anni) e la figlia Liva di due anni.

I cadaveri di madre e bimba furono scoperti la mattina del 21 luglio scorso nell'appartamento di via Dogali che Iori, separato dalla prima moglie (con la quale aveva avuto due figli) e con un nuovo matrimonio con un'ulteriore paternità, aveva messo a loro disposizione in un'elegante palazzina.

Ad ucciderle sarebbe stata l'asfissia, prodotta dal gas-butano esalato da quattro bombole da campeggio, lasciate con le valvole di sfiato aperte nella camera da letto. Quei fornelletti vennero comprati dal primario, avevano ipotizzato gli inquirenti e ha confermato la commessa di un centro commerciale di Carugate, nel corso di un 'confronto all'americanà.


Nella cucina dell'abitazione, furono anche scoperti vari blister di un tranquillante, lo Xanax, che gli investigatori ritengono sia stato somministrato ad entrambe, a loro insaputa e con l'intento di stordirle.

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