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Riesame di Brescia: Maurizio Iori deve restare in carcere

L'uomo, ex primario di oculistica dell'ospedale maggiore di Crema, è accusato di aver assassinato con il gas l'ex convivente e la loro figlia di due anni

I giudici del Tribunale del riesame hanno deciso che deve restare in carcere Maurizio Iori, il medico quarantanovenne di Crema accusato di avere assassinato con il gas l'ex convivente e la loro figlia di due anni. Il riesame di Brescia ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali dell'ex primario di oculistica dell'ospedale maggiore di Crema, Marco Giusto e Cesare Gualazzini. Per ora è arrivata solamente la notifica della decisione, a breve si conosceranno anche le motivazioni.


La decisione era attesa da giorni e che, come previsto dagli stesso avvocati, è avversa all'uomo che dal 14 ottobre è rinchiuso nel carcere di Cremona con l'accusa di essere l'autore del duplice omicidio di via Dogali, dove hanno perso la vita la figlia Livia, di soli due anni e la madre di lei Claudia Ornesi, morte asfissiate dal gas butano: ad aprire le bombole, secondo l'accusa, sarebbe stato Iori che avrebbe stordito la donna con un potente analgesico mischiato al cibo, una cena giapponese che lo stesso Iori avrebbe preparato in casa della donna. Le pillole, è convinzione degli inquirenti, erano state diluite nelle salse dai sapori forti in modo da coprire quello delle medicine.

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