menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Condannato per il Dna, il compagno di cella: «Quel sangue era il mio»

La Corte d'appello di Brescia ha convocato per la revisione del processo Sandro Narcisio, 55 anni, condannato per il ferimento di due Cc durante una rapina, dopo che il compagno di cella ha ammesso che il sangue prelevato per il test del Dna da un asciugamano era in realtà il suo

Sta in una lettera di un pagina, scritta con mano malferma e qualche errore d'ortografia, la speranza di Sandro Narcisio, 55 anni, fine pena 2019 per una condanna per una rapina accaduta nel '98 a Settimo Milanese in cui furono feriti a colpi d'arma da fuoco due carabinieri. Ad incastrarlo, sette anni dopo (nessun testimone l'aveva riconosciuto) la comparazione del suo Dna con quello trovato su una pistola trovata sul posto della rapina.

Per questo, Narcisio fu condannato in via definitiva a 16 anni. Ora, però, quel Dna potrebbe non essere il suo. Si è fatto vivo infatti un detenuto che si trovava con lui in cella nel carcere milanese di San Vittore quando fu eseguita le perquisizione in cui fu sequestrato l'asciugamano dal quale fu estratto il Dna, dal momento che Narcisio non aveva dato il consenso per la prova scientifica.

Saputo che il compagno di cella era diventato "definitivo", come si dice in gergo, ha preso carta e penna e scritto all'avvocato dell'uomo, Danilo Buongiorno, che già ottenne la revisione del processo per la vedova di Maurizio Gucci, Patrizia Reggiani, per dire che quell'asciugamano era suo, così come le gocce di sangue da cui fu estratto il Dna che condannò l'uomo.

Ora, questa nuova circostanza ha fatto scattare il procedimento per la revisione del processo, tanto che Narcisio é stato convocato dai giudici della Corte d'appello di Brescia per il prossimo 15 ottobre: saranno sentiti dei testimoni e valutati i reperti, mentre in consulenti scientifici dell'avvocato Buongiorno, Francesco Bruno e Anna Barbaro cercheranno di dimostrare che quel Dna con Narciso non c'entra nulla. Il suo compagno di cella scrive: "Quell'asciugamano era mio, e non lo sto dicendo ora, ma lo dissi subito all'ispettore dell'ex penale di San Vittore.

Faccio presente che durante la perquisizione non mi hanno nemmeno fatto entrare e potevo dire subito che quello straccetto era mio". L'istanza di revisione è stata quindi giudicata ammissibile dai giudici bresciani, in presenza di questa nuova prova, necessaria per la revisione del processo che potrebbe scagionare Narciso da una rapina a cui ha sempre negato di aver partecipato.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Quando ci si potrà spostare tra regioni: c'è una data per maggio 2021

Attualità

C'è chi spacca tutto, chi tenta il suicidio impiccandosi: "Qua dentro è una polveriera"

Coronavirus

Covid, sono 51 i Comuni bresciani con dati da zona rossa: l'elenco completo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BresciaToday è in caricamento