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Limitazioni per l'accesso in ospedale e in casa di riposo: malati sempre più isolati

Il Civile ha introdotto nuove limitazioni per la visita ai malati, mentre scompaiono quasi del tutto le visite nelle Rsa

Si farà di tutto per contenere il contagio. Tutti, chi più chi meno, siamo costretti a fare i conti con i provvedimenti messi in atto da istituzioni e aziende sanitarie per cercare di contenere il contagio da covid-19. Se già per chi è in buona salute le conseguenze sono pesanti, per i malati e gli anziani queste sono ancora più pesanti. È di ieri, ad esempio, la notizia che l'Ospedale Civile di Brescia ha limitato l'ingresso ai visitatori a una sola presenza, per massimo di un'ora di tempo. Se durante i giorni feriali l'orario di visita non ha per ora subito conseguenze (13-14 e 18:45-20), nei giorni festivi è stata soppressa la fascia oraria tra le 14 e le 16, mentre sono mantenute le fasce 10-11 e 18:45-20. 

Per le case di riposo la situazione è ancora peggiore. Dopo le limitazioni introdotte allo scoppio dell'epidemia, a partire da giovedì 5 marzo l'accesso alle strutture è del tutto precluso. Gli anziani - la categoria più a rischio nell'emergenza in corso - sono nelle mani del personale, e non possono vedere familiari e amici. Gli unici contatti avvengono per telefono cellulare, per chi ha la fortuna di averlo e di saperlo utilizzare. Per il personale interno, tra le altre cose, viene così a mancare un aiuto nelle azioni quotidiane svolte dai figli degli ospiti, come ad esempio imboccare i genitori o semplicemente portarli a passeggio, o leggere assieme il giornale. 

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