Esce di casa e si fa 16 km in autobus: "Volevo fare l’aperitivo con gli amici"

Nei guai un ragazzo di casa a Vobarno: la polizia locale lo ha fermato a Vestone mentre vagava per le strade del paese in compagnia di un amico

Foto d'archivio

Restare in casa: un obbligo che in molti ancora faticano a rispettare e a digerire, nonostante nel Bresciano l'epidemia di Coronavirus non rallenti; anzi. Sono soprattutto i più i giovani a violare le prescrizioni del decreto varato per contenete i contagi: incuranti dei rischi per la salute pubblica, ma pure della denuncia penale e delle multe salate previste per chi sgarra.

Forse credono di farla franca, aggirando i controlli utilizzando i mezzi pubblici. Ma non è così, perché anche i bus vengono monitorati dalle forze dell’ordine. Nella lunga lista delle persone denunciate per aver infranto le stringenti regole per limitare gli spostamenti è finito anche un ragazzo di Vobarno. Martedì è stato pizzicato dalla polizia locale della Valsabbia mentre, in compagnia di un amico, camminava per le strade di Vestone. Nessuno dei due aveva con se l’autocertificazione e non sapeva come giustificare l’uscita.

Messo alle strette dagli agenti, il giovane ha confessato: aveva preso un bus di linea per raggiungere Vestone e fare un aperitivo con gli amici. Lo stesso identico motivo che giovedì scorso aveva indotto un 20enne di Roè vociano a raggiungere Vestone. Anche lui è stato pizzicato e denunciato dalla locale.

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Nei guai è finito anche un uomo di casa a Chiari, sorpreso lunedì pomeriggio a Sabbio Chiese mentre attendeva un bus. Agli agenti aveva raccontato di voler andare a trovare la sorella che abita a Roè Volciano. Una bugia con le gambe davvero cortissime: un rapido controllo ha permesso di scoprire che la sorella dell’uomo in realtà vive in Trentino. Dopo la denuncia è stato fatto salire su un bus diretto nel suo comune di residenza.

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