Coronavirus, seconda vittima italiana: morta una donna in Lombardia

Si tratta di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno. Gli ultimi aggiornamenti

Il coronavirus fa un'altra vittima in Italia, la seconda, dopo l'uomo di 78 anni morto ieri sera in Veneto. Secondo fonti sanitarie citate dall'Ansa, si tratta di una donna di 75 anni residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno (in provincia di Lodi). La donna è morta questa mattina.

Coronavirus, seconda vittima in Italia: morta una donna in Lombardia

Intanto è salito a ventinove il numero dei pazienti positivi ai test del corovinarus tra Lombardia e Veneto. Di questi, 39 risiedono in Lombardia, mentre due sono i casi accertati in Veneto: un 67enne di Mira (in provincia di Venezia) e un 67enne di Vo' Euganeo, entrambi ora ricoverati a Padova. L'amico di quest'ultimo con cui, per cause ancora ignote, aveva condiviso il contagio, Adriano Trevisan di 78 anni, è stato il primo deceduto in Italia. Entrambi erano ricoverati nell'ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova.

Coronavirus: quali sono i sintomi, cosa fare in caso di presunto contagio

Il bilancio dei morti a livello mondiale è ora, secondo il calcolo della Johns Hopkins University, a quota 2.360. Il totale dei casi confermati di contagi è a quota 77.662, mentre i pazienti guariti sono 21.029. Il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom, ha scritto su Twitter che nell’80% dei casi il contagio da coronavirus è lieve, nel 20% critico, nel 2% dei casi riportati, invece, "il virus è fatale".

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Coronavirus in Italia, le ultime notizie

"Abbiamo preso tutte le misure e siamo disponibili a valutarne ulteriori, se necessarie", ha detto il premier Giuseppe Conte al termine della riunione straordinaria alla Protezione Civile alla quale ha partecipato anche il ministro della Salute Roberto Speranza. "Rassicuriamo tutta la popolazione - ha aggiunto - al momento abbiamo messo in quarantena tutte le persone che sono venute in contatto con i casi certificati positivi". "Siamo convinti che il servizio sanitario nazionale sia all'altezza di questa sfida - ha aggiunto il ministro Speranza -. Abbiamo fatto un lavoro di screening molto accurato, per selezionare uno ad uno i contatti stretti di queste persone li stiamo verificando uno ad uno con i tamponi e pensiamo che questa sia la modalità più efficace per contenere l'avanzamento del virus".

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