Coronavirus, è una strage: più di 1.000 morti in 20 giorni

Quasi 1.600 casi in provincia di Brescia, 34 morti in un giorno: in Lombardia sono 127, con 744 decessi dall’inizio dell’epidemia. In arrivo 650 nuovi medici e infermieri

Controlli Covid-19 al Civile - Foto © Bresciatoday.it

Più di 50 morti al giorno dall’inizio dell’epidemia, più di cinque ogni ora nella sola Lombardia nei giorni più bui dell’emergenza (come ieri, o l’altro ieri, o l’altro ieri ancora), 34 ancora a Brescia, in un solo giorno: sono questi i numeri più neri, ma che rendono l’idea di quello che ad oggi si sta affrontando. Un nemico invisibile, infido, che non risparmia nessuno e fa male soprattutto agli anziani: per la prima volta, in tutta Italia, è stata sfondata la quota del migliaio di decessi, 1.016 morti purtroppo raggiunti nella giornata di giovedì.

La situazione in provincia di Brescia

Non stiamo meglio in provincia di Brescia, 34 morti in un solo giorno, 158 in totale dall’inizio dell’epidemia, 1.598 casi conclamati stando all’ultimo bollettino di Ats, più 302 nuovi contagi in 24 ore: gli ospedali sono quasi pieni, mancano medici e infermieri, si lavora all’ipotesi di un nuovo maxi-ospedale da campo al Centro fiera (da 250 posti, di cui un centinaio in terapia intensiva). Ma seppure a fatica, il sistema sanitario regge, e di giorno in giorno si rafforza.

“Tutti gli erogatori pubblici e privati hanno praticamente azzerato le attività programmate – spiega l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera – convertendo i posti letto per incrementare l’offerta di degenza e sorveglianza intensiva per i pazienti affetti da Coronavirus. Nei reparti di pneumologia delle strutture private accreditate sono ricoverati più di 700 pazienti. I posti in terapia intensiva attivi in questi ospedali sono 292: di questi, 157 sono dedicati ai pazienti Covid-19 e 135 a quelli affetti da diverse patologie”. Nell’elenco c’è anche la Poliambulanza, con 36 pazienti ricoverati: forse già nelle prossime ore saranno messi a disposizione una cinquantina di posti al Centro Paolo VI in città e più di 70 a Gussago e Palazzolo sull’Oglio dalla Fondazione Richiedei.

La situazione in Lombardia

Già da venerdì 13 marzo entreranno in servizio in Lombardia 100 nuovi medici e infermieri, ma sono 650 in tutto quelli pronti a scendere in campo per combattere questa battaglia. Anche perché il ritmo del contagio, al momento, non accenna a rallentare. Sono 8.725 i casi positivi in tutta la regione, quasi il 58% del totale dei contagiati in Italia (che sono 15.133, con 1.016 decessi): tra mercoledì e giovedì altri 127 morti lombardi, per un bilancio provvisorio di 744 decessi. Il tasso di mortalità è pari all’8,5% (il dato italiano è fermo al 6,7%). In un solo giorno altri 1.445 nuovi casi, come un piccolo paese.

Sono 4.852 le persone ricoverate in ospedale, il 55,6% del totale dei positivi: in un solo giorno 440 in più. Di queste 4.247 sono in buone condizioni e 605 in terapia intensiva, il 12,4% del totale dei ricoverati e il 6,9% del totale dei positivi. I dati per provincia: a Bergamo sono 2.136 i casi positivi, 1.598 a Brescia, 1.302 a Cremona, 1.146 a Milano (di cui 451 in città), 1.123 a Lodi, 468 a Pavia, 199 a Lecco, 169 a Mantova, 130 a Monza, ancora sotto i 100 contagi le province di Como, Sondrio e Varese.  In provincia di Brescia, in meno di dieci giorni, il dato è decuplicato.

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I casi in Italia e nel mondo

Come detto, a livello italiano sono 15.133 i casi positivi: di questi 7.103 sono i pazienti in ospedale, il 51,6%, e 1.153 in terapia intensiva (il 14,3% del totale dei ricoverati e il 7,6% del totale dei positivi). Nel mondo sono 128.343 i casi di positività confermati, con 68.324 già guariti (il 53,2%) e 4.720 morti (tasso di mortalità del 3,67%). Il Paese più colpito è ancora la Cina, ma i nuovi casi sono pressoché fermi da giorni (nell’ordine della dozzina): seguono Italia, Iran, Corea del Sud, Francia, Spagna e Germania.
 

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