"Mamma è tornata dall'ospedale stremata: ha pianto, le mani rotte dal tanto lavoro"

Il commovente messaggio di Glenda Frera, che racconta delle sofferenze della sua mamma infermiera

Foto di repertorio

Glenda Frera, una ragazza di Lonato del Garda, ha pubblicato su Facebook un messaggio che racconta delle sofferenze della sua mamma infermiera, impegnata nell'emergenza Coronavirus che sta mettendo a dura prova la nostra provincia. Glenda chiede a tutti di restare a casa: "Per favore, fatelo per lei e per tutti i medici, gli infermieri, i farmacisti e gli ausiliari".

Il messaggio di Glenda

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Ciao, sono Glenda. Vorrei dirvi una cosa. La mia mamma, come molte altre migliaia di persone, lavora in ospedale. Ha una vera passione per il suo lavoro: non si è mai interessata di orari e turni, di stipendi e problemi, ha sempre fatto il suo lavoro al meglio delle sue capacità. La mia mamma, infermiera, lavora molte ore al giorno, non saprei nemmeno dire quante. In questi giorni la mia mamma, come molte altre migliaia di persone, sta vivendo una situazione particolarmente difficile. Tutte le mattine va a lavorare e non sa quando e se tornerà. Basta un attimo, un tampone positivo, e chissà quando la rivedremo. Oggi è tornata dall’ospedale stremata, con le mani rotte e sanguinanti da tanto lavoro. Ha pianto, si è arrabbiata, mi ha raccontato che negli altri ospedali ci sono malati per terra nelle barelle perché non ci sono posti. Non riesce a spiegarsi come, nonostante i mille avvertimenti, le infinite trasmissioni e gli innumerevoli spot, le persone ancora vadano in giro come se nulla fosse. Perché si è dovuto aspettare che questo virus si espandesse tanto prima di prendere le giuste precauzioni? Perché iniziamo ad avere paura solo ora? Forse se ci fossimo preoccupati prima, adesso il sistema sanitario non sarebbe così in ginocchio. Tra poco arriverà il compleanno della mamma, e mi si stringe il cuore se penso che probabilmente lo passerà in ospedale correndo di qua e di là per salvare la vita ad altre persone, e penso alle mamme e i papà che stanno perdendo il diciottesimo del figlio, la laurea della figlia o la malattia dei genitori per stare in servizio. La mia mamma, come molti di voi, lavora a Lonato e per Lonato, lavora per noi e per tutti. Per favore, fatelo per lei e per tutti i medici, gli infermieri, i farmacisti e gli ausiliari, state a casa, non state con nessuno, aiutiamoci ad aiutare!

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