Coronavirus, iniziano gli scioperi: "Non siamo carne da macello"

Molte fabbriche hanno sospeso la produzione, tra cui anche l'acciaieria Duferdofin-Nucor di San Zeno. Nelle aziende che non hanno chiuso gli operi insorgono.

Braccia incrociate e proteste in alcune fabbriche del Bresciano. Nella mattinata di giovedì, all'indomani della decisione del governo di non sospendere le attività delle aziende, decine di operai hanno dato vita a scioperi spontanei.

"Non siamo carne da macello" questo lo 'slogan' della protesta andata in scena in alcuni impianti produttivi - meno di una decina - della provincia. La richiesta dei lavoratori è univoca: "Sospendere le attività per i prossimi 15 giorni". 

Anche i sindacati chiedono la sospensione delle attività, come si legge nella nota congiunta diffusa in mattinata: "Alla luce delle ultime disposizioni del Governo, come Cgil, Cisl, Uil della Lombardia giudichiamo un errore la scelta di far prevalere le ragioni economiche - seppur con alcune limitazioni del tutto insufficienti a fronteggiare l’emergenza sanitaria - rispetto alla prioritaria tutela intransigente e certa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, lasciando di fatto al sistema delle imprese il giudizio finale su cosa e come produrre. ll sindacato deve agire sulla leva del “favorire gli accordi tra le parti sociali”, prevista dal DPCM; per questo da subito abbiamo chiesto che la Cabina di regia regionale sia il luogo utile a favorire gli accordi per una significativa riduzione delle attività produttive nella nostra regione, tenuto conto sia dell’emergenza sanitaria che delle attività indispensabili e di pubblica utilità, nonché della definizione concordata di quali siano le dotazioni strumentali e i presidi di massima sicurezza e le modalità organizzative che ogni impresa deve garantire a garanzia della salute dei lavoratori, in mancanza delle quali è obbligata la sospensione dell’attività."

Sono tante le aziende che di propria iniziativa hanno già chiuso i battenti (qui l'elenco completo). Allo scoccare delle 22 di martedì sera l’Alfa Acciai di San Polo aveva interrotto la sua produzione, fino a data da destinarsi. Tutti a casa, per il bene di tutti. Una decisione presa anche dalla Duferdofin-Nucor di San Zeno, che ha disposto la chiusura di tutte le attività industriali del sito bresciano a partire dalle 14 di giovedì 12 marzo. Tutto fermo ad eccezione " delle consegne ai clienti e di una minima presenza delle funzioni di staff per garantire il presidio del sito" si legge nel comunicato diramato dall'azienda. 

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"Pur avendo adottato, fin dal primo insorgere del Coronavirus, tutte le misure volte alla protezione dei dipendenti, e ciò in collaborazione con le organizzazioni sindacali e in ottemperanza ai vari DPCM governativi e alle ordinanze regionali, abbiamo deciso  per la fermata dell’impianto. Non abbiamo registrato al momento casi di contagio tra i nostri dipendenti, ma constatiamo una crescente situazione di allarme sociale e preoccupazione che da un lato rende sempre più difficili gli approvvigionamenti di materia prima e dall’altro sguarnisce le squadre con gravi rischi per la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’impianto.Stante la situazione sempre più critica in provincia di Brescia, la nostra decisIone si ispira al principio della massima cautela e protezione dei nostri collaboratori. Inoltre vogliamo dare il nostro massimo contributo al contrasto della diffusione del virus."
 

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