“Sto portando a spasso il cane”, ma è solo una scusa per spacciare cocaina

Nei guai un 59enne di Botticino: l’uomo stava passeggiando con il cane nei pressi della sua abitazione e quando ha visto la Guardia di Finanza ha cominciato a correre, insospettendo i militari.

I controlli della Gdf

Non ha violato il decreto: insieme al suo cane stava passeggiando a pochi metri dalla sua abitazione. Eppure è finito nei guai, e pure seri. Portare l’animale a fare i bisogni era infatti soltanto una scusa per spacciare e per lui sono scattate le manette.

È quanto successo a un 59enne di Botticino: sabato scorso era a spasso con il suo cane per le strade del paese. Nulla di strano per i militari della Guardia di Finanza, impegnati, come di consueto, per far rispettare le misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus. A far capire alle Fiamme Gialle che la passeggiata era in realtà solo un diversivo per lo spaccio è stata la repentina accelerazione e il cambio di rotta del 59enne alla vista dei militari. Un comportamento insolito, che ha preso alla sprovvista il cane e ha insospettito i militari. L'uomo è stato quindi fermato: era talmente agitato che non riusciva nemmeno a spiegare il motivo per cui fosse fuori casa. 

La perquisizione

I finanzieri, dopo un rapido controllo, hanno accertato che il 59enne aveva diversi precedenti penali per vari reati, tra cui l’illecita detenzione di armi e lo spaccio di stupefacenti. È scattata la perquisizione: l'uomo aveva addosso 12 dosi di cocaina già pronte e confezionate per lo spaccio. Nella sua abitazione sono stati trovati altri 10 grammi di cocaina, 20 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e il materiare per confezionare le dosi.

L'arresto e il processo

Il 59enne è stato quindi arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio: oltre alla droga sono stati trovati, e sequestrati, 870 euro in contanti e il telefono cellulare usato per per comunicare con i clienti. 

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Il lunedì successivo si è svolto - in video-collegamento - il processo per direttissima che si è concluso con il patteggiamento da parte dell’arrestato di un 1 anno e 5 mesi di reclusione e una multa di 3.500 euro. 

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