Coronavirus, parla il premier Conte: "Così è iniziato il focolaio in Italia"

Il premier Conte: "Il focolaio si è diffuso anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli". Gallera, assessore al Welfare lombardo: "Dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante"

Poche persone in strada a Codogno. Foto ANSA/FASANI

Il bilancio totale dei casi di coronavirus in Italia fatto dalla Protezione civile nell'ultimo bollettino di lunedì sera conta 229 casi in totale, di cui sette vittime (persone principalmente anziane e tutte con patologie pregresse), 6 in Lombardia e una in Veneto. Attualmente i contagiati sono quindi 222 di cui 27 in terapia intensiva, 101 ricoverati con sintomi, e 94 in isolamento domiciliare.

La settima vittima è un 62enne. E' morto all'ospedale Sant'Anna di Como il paziente trasferito dal Lodigiano nel fine settimana risultato positivo al tampone sul Coronavirus. L'uomo, residente a Castiglione d'Adda, già dializzato, soffriva di importanti patologie.

Conte: "Focolaio perché un ospedale non ha seguito i protocolli"

"Non possiamo prevedere l'andamento del virus: c'è stato un focolaio e di lì si è diffuso anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore" ha detto ieri sera il premier Giuseppe Conte. 

Oggi incontro tra premier e tutti i presidenti di Regione per coordinare i prossimi interventi. Se il coordinamento tra i sistemi sanitari nazionali non riuscisse a contenere il coronavirus, il governo "è pronto a misure che contraggono le prerogative dei governatori". Idea che ovviamente non piace ai singoli governatori, soprattutto a coloro che fanno riferimento a partiti ora all'opposizione: ma non è certo il momento dello scontro politico. Se serviranno alcune misure centralizzate efficaci, si troverà certamente l'intesa.

Ristoranti e mercati, uffici pubblici e municipi: Coronavirus, cosa resta aperto e cosa no

La rabbia di Regione Lombardia

La spiegazione di Conte non è andata giù in Regione Lombardia, durissima la replica dell'assessore al Welfare Giulio Gallera: "Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante, perchè ignora assolutamente quali erano e sono i protocolli definiti dall'Istituto superiore di sanità".
Ha poi aggiunto: "Noi abbiamo seguito pedissequamente ciò che era stato determinato dall'Iss e le linee guide del ministero. Conte non conosce i protocolli, vuole coprire delle falle gigantesche di un sistema di protezione civile nazionale, che non sta dando alcun tipo di risposte a problemi organizzativi che avrebbero dovuto prevedere e predisporre." Aggiungendo infine: "Il premier non sa proprio di cosa parla: Regione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli, ma li segue in maniera puntuale".

Coronavirus, il paziente zero non è stato trovato

"Ancora non siamo alla individuazione del paziente zero" ma "quando lo scopriremo informeremo" tutti. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, arrivando alla Protezione civile per il punto sull'emergenza coronavirus.

Il paziente zero "lo stanno ancora cercando e credo sia importante per i tecnici, per i medici riuscire a ricostruire tutta la mappa dei contatti di questo signore":ha detto Angelo Borrelli capo Dipartimento della Protezione civile, ad Agorà Speciale Rai Tre. 

Ma a questo punto, secondo un esperto virologo non è più fondamentale trovare il paziente zero.

Coronavirus, Juventus-Inter a porte chiuse

Nelle regioni colpite dal coronavirus "resta il divieto di manifestazioni sportive. Per alcuni eventi abbiamo dato la disponibilità a svolgerli a porte chiuse". Lo ha spiegato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al Tg2. "Sono già in vigore provvedimenti che vietano gli eventi fino a domenica prossima inizialmente per la Lombardia, il Veneto e il Piemonte. Ora con questo Dpcm abbiamo allargato anche a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria", ha spiegato Spadafora sottolineando il fatto che il provvedimento "non è stato esteso al resto d'Italia perché non esistono le condizioni per prendere misure gravi".

Coronavirus: quali sono i sintomi, cosa fare in caso di presunto contagio

Calendario alla mano, stando a queste ultime disposizioni, ma sempre in attesa dell'ufficialità, potrebbero essere disputate a porte chiuse nel prossimo turno di Serie A Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, Sampdoria-Verona e l'attesissimo scontro d'alta classifica Juventus-Inter. In assenza di ulteriori sviluppi si dovrebbero invece disputare regolarmente (a porte aperte) Lazio-Bologna, Napoli-Torino, Lecce-Atalanta e Cagliari-Roma. "Non abbiamo ritenuto di dover estendere il provvedimento al resto d'Italia - ha detto Spadafora - perché, come ci ha spiegato la comunità scientifica, in questo momento c'è una zona di focolai che abbiamo limitato, mentre per il resto d'Italia non esistono condizioni per creare allarmismo e prendere misure altrettanto gravi".

Coronavirus e fake news: partono le denunce

"Mettere terrore alle persone" diffondendo notizie false sul Coronavirus "è un lavoro infame". Per questo la Regione Emilia-Romagna è pronta a denunciare "chi semina il panico con le fake news". Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi. "Mi sono arrivati due o tre messaggi con un audio che ci accusava di nascondere dei casi" di Coronavirus, "e che qualcuno addirittura stava morendo". "Tutte cose che noi non siamo abituati a nascondere se ci fossero, ma non ci sono".

"Queste persone - ha proseguito - devono solo sperare che noi non li agguantiamo, perché se li agguantiamo li denunciamo. Non posso rispondere a tutti i sindaci che mi telefonano" per chiedere spiegazioni su questi audio. "State attenti" ha aggiunto rivolgendosi "a chi fa questo lavoro infame, di mettere terrore alle persone": "faremo in modo che le cose che accadono le diremo tutte, ma attenzione alle fake news perché la pazienza è finita".

Coronavirus, Miur: "Attenersi a notizie ufficiali"

"Attenersi alle notizie ufficiali": così il ministero dell'istruzione in una nota mette in guardia dal prendere in considerazione notizie che circolano a tratti su scuole chiuse/aperte per l'emergenza coronavirus.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"In merito alla gestione del coronavirus, il ministero dell'Istruzione raccomanda caldamente di non prendere in considerazione alcuna notizia riguardante le scuole che non provenga o sia confermata da fonti ufficiali", fa sapere il ministero, sottolineando: "Ogni indicazione relativa al settore scuola verrà resa pubblica dal ministero dell'Istruzione, tramite i propri canali istituzionali e i canali social". E - si avverte - "è importante che ognuno faccia la propria parte per evitare la circolazione di notizie e voci infondate o non verificate".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: primo bambino positivo in una scuola bresciana, classe in isolamento

  • Masturbava ragazzini al parco, in cambio gli comprava scarpe e spinelli

  • Incidente in A4 tra Desenzano e Brescia: chilometri di code

  • Precipita per oltre 8 metri: muore sotto gli occhi dei nipotini di 6 e 8 anni

  • Un uomo e un ragazzo fanno sesso sul ciglio della strada: multa da 20.000 euro

  • Apre nuovo supermercato: maxi-store da 3.800 mq aperto tutti i giorni

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BresciaToday è in caricamento