Cronaca

Il Decreto ora è ufficiale: Lombardia zona rossa, chiuse anche 14 province

In piena notte il Presidente del Consiglio in conferenza stampa ha confermato le indiscrezioni uscite nella serata di ieri in bozza, firmando il DPCM_20200308.

Fonte: Ansa

Lombardia off limits, assieme ad altre 14 province di Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Marche. Ciò che ieri sera era stato anticipato sol in bozza, con un documento diffuso da diverse testate nazionali, è stato confermato nella notte dallo stesso Presidente del Consiglio, che in una conferenza stampa ha annunciato le straordinarie misure di sicurezza che rimarranno in vigore (per il momento) fino al 3 aprile. 

Oltre alla Lombardia, il provvedimento riguarda le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. Stop ad ogni spostamento in entrata e uscita da queste zone, salvo per gravi motivi familiari o inderogabili esigenze lavorative. Stop altresì anche agli spostamenti interni, salvo quelli legati ad esigenze lavorative o situazioni di emergenza. La decisione è stata presa al termine di una ennesima, drammatica, giornata, nella quale si sono contati a livello nazionale 1.145 casi di contagio in più, e 36 decessi.

DPCM_20200308-2

Il Decreto prevede espressamente che le persone con febbre superiore a 37,5°C e sintomatologia da infezione respiratoria rimangano a casa, limitando al massimo i contatti sociali. Conferma della sospensione di tutti gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, salvo per gli sportivi professionisti e per chi si allena per le olimpiadi, a patto che vengano messe in atto tutte le precauzioni e i controlli per prevenire il contatto e in contagio anche di tecnici e dirigenti accompagnatori. Chiusi anche gli impianti sciistici, sospese tutte le manifestazioni organizzate e gli eventi a carattere ludico, culturale, religioso (l'apertura è condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti, rispettando la regola del metro di distanza tra le persone; sospese del tutto le cerimonie, compresi i funerali) e fieristico, comprese le attività di cinema, pub, discoteche, teatri, sale giochi, sale da ballo, etc. Chiusi anche musei e luoghi della cultura, le palestre e le piscine.  

Il decreto prevede che i datori di lavoro "promuovano la fruizione di periodi di congedo ordinario e di ferie". Confermata la chiusura di scuole e servizi educativi, mentre bar e ristoranti possono aprire tra le 6 e le 18 con le limitazioni già valide (distanza di un metro tra le persone). La novità è la possibile sanzione per i gestori che non faranno rispettare tale condizione. Limitazioni anche per le attività commerciali, con la novità della chiusura totale dei centri commerciali ("medie e grandi strutture di vendita", esclusi i punti vendita di generi alimentari) al sabato e alla domenica. 

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