Brescia Sud e PCB, la risposta dei comitati: «Siete incapaci di ascoltare i cittadini»

Le minacce di Gallizioli, la maggioranza che lascia l'aula. Oggi pomeriggio nuovo incontro sull'inceneritore, mentre il Comitato per l'Ambiente Brescia Sud chiede giustizia: "Una grave e totale mancanza di democrazia"

Una Consulta per l’Ambiente che ha già fatto storia, nel bene ma soprattutto nel male, con le ‘minacce’ del capogruppo leghista in Loggia Nicola Gallizioli, e la maggioranza di centrodestra che abbandona l’aula, e fa così mancare il numero legale. Dal Comitato per l’Ambiente Brescia Sud sottolineano la gravissima situazione: “Invitati dalla Consulta a presentare una relazione introduttiva sul problema Caffaro, PCB e diossine, abbiamo cercato di segnalare non solo i dati già a conoscenza sugli effetti di tali inquinanti, ma tutti gli interrogativi e le denunce, per ricordare i gravi rischi per la salute che quotidianamente vivono i residenti della zona”.

Quelli che abitano a Chiesa Nuova e al quartiere Primo Maggio, al Villaggio Sereno e a Fornaci. Quelli che tutti i giorni hanno a che fare con parchetti e prati contaminati, con divieti saltuari e a volte pure ridicoli: “Sono stati posti quesiti, sono state fatte anche critiche aperte e trasparenti alle istituzioni per la mancanza di una seria proposta per risolvere il più grande problema ambientale che la città di Brescia si trova a vivere”. E invece in Consulta è andata come è andata, “e i rappresentanti di Lega e PDL, in particolare Gallizioli e Toffoli, hanno impedito la normale lettura della relazione, hanno continuamente interrotto il relatore Guido Menapace, lo hanno minacciato di querele e di denunce”.

“Una grave e totale mancanza di democrazia, un’incapacità di ascoltare i reali problemi dei cittadini, di accettare, pur avendo la possibilità di controbattere, le critiche reali e concretamente dimostrabili. Ancora una volta non si è voluto discutere del problema Caffaro, per l’ennesima volta i cittadini sono stati beffati dalla messa in atto di un vero e proprio sabotaggio. L’impressione avuta è che i Comitati ambientalisti siano visti come una minaccia per l’immagine della città, mentre dovrebbero essere considerati una risorsa per la comunità stessa”. La condanna pare unanime, da più parti e da più associazioni, quando il Comitato chiede la bonifica ambientale, e azioni programmatiche per risolvere il grave problema della contaminazione diffusa.

Solidarietà arrivata anche dalla RAB, la Rete Antinocività Bresciana: “Al capogruppo della Lega Gallizioli, che ha detto di stare molto attenti quando si viene in Consulta a parlare, rispondiamo che bisogna stare ancora più attenti quando si vive in una città in cui ci sono siti radioattivi che mettono a rischio la falda acquifera, una città in cui nei parchi pubblici di alcuni quartieri i bambini non possono giocare perché il terreno è inquinato, una città in cui le patologie tumorali fanno impallidire le medie nazionali ed europee”. La Rete si ritrova oggi, in Piazza Loggia, mentre la Commissione per l’Ambiente parlerà di inceneritore, assieme alla controllata A2A.

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