Cronaca

Vinitaly 2013: i Consorzi bresciani e la sfida del mercato che cambia

Alla chiusura della manifestazione internazionale veronese il punto della situazione, dagli occhi attenti dei Consorzi di Tutela bresciani e gardesani. Ne abbiamo scelti quattro: Valtenesi e Montenetto, Bardolino e Franciacorta

Il potere dell’anima consortile, per affrontare le necessità anche di un mercato che più globale non si può, e da cui appunto non si può più prescindere. Come ha ricordato il presidente di VeronaFiere Ettore Riello, un’opportunità per superare la forse eccessiva frantumazione dello scheletro aziendale all’italiana.

Consorzio Valtenesi

La più giovane DOC d’Italia e d’Europa, lo dice il presidente Sante Bonomo, “un percorso giunto a definizione con il cambio del nome, da Garda Classico a Valtenesi, per identificare in modo chiaro un territorio”. Proprio quella Valtenesi che, spiega l’assessore regionale Gianni Fava, “si affaccia sul nostro mare, il mare chiuso del Garda”, e l’enogastronomia ancora oggi “uno dei punti fermi della nostra economia”. Una storia recente ma antica, ancora Bonomo, “500 anni di storia che non sono solo marketing, ma soprattutto un’operazione di verità”. In attesa della VI edizione di Italia in Rosa, “una manifestazione che è già una tradizione e che quest’anno si concede un ulteriore passo in avanti”, oltre un centinaio di produttori e non solo italiani, accompagnati stavolta da un piatto speciale, il Coregone all’Olio che presto avrà uno specifico disciplinare, pura tecnica culinaria gardesana, da Salò a Limone. E a coronare “un lavoro lungo ormai sei anni” l’inaugurazione della nuova sede territoriale del Consorzio, il 22 aprile prossimo a Puegnago.

Consorzio Montenetto

Anche qui le cose cambiano, ci racconta la presidente Grazia Marinelli, “cambiare nome per potersi focalizzare sul territorio e lavorare meglio su di esso, con una grande ambizione che è già un punto di partenza, il vino di qualità”. E poi largo ai giovani, ma per davvero, e un Parco Agricolo Regionale come il Monte Netto, appunto, “con l’intento di dirottare l’attenzione sui vitigni” e su tutto quanto li circondi, coinvolgendo tre Comuni, e non solo Capriano del Colle. Con un socio davvero speciale, quell’Andrea Pirlo cresciuto a Flero e ora in Nazionale.

Consorzio Bardolino

Usciamo dalla Provincia Bresciana, ma sempre sul Garda restiamo con il Consorzio Bardolino Chiaretto, poche settimane dopo l’anteprima 2012 in quel di Lazise, il Chiaretto tipicamente veronese che in cinque anni ha però raddoppiato la produzione, e come Bardolino vale 10 milioni di bottiglie. “Un periodo più che felice dal punto di vista commerciale – spiega Angelo Peretti – da leader assoluti del vino rosato in Italia”. Con qualche abbinamento gastronomico speciale, il formaggio del Monte Veronese e le confetture mantovane del Tamerici, oltre a un gelato ‘misto’ a base d’olio, di formaggio e appunto di Chiaretto, “il potere di un vino fresco ed estivo, che si abbina con tutto”.

Franciacorta

Chiudiamo con il Franciacorta, “unione di passioni”, 66 aziende anche a Vinitaly 2013, l’eccellenza pure numerica di un nome come Berlucchi, la qualità ormai assodata de La Montina o di Villa Franciacorta, l’emergere di realtà come Vezzoli o Gatta, la vocazione internazionale delle Distillerie che della Franciacorta prendono ovviamente il nome. Brut, Satèn, Rosè, Pas Dosè, Millesimati e Riserve, “l’eleganza di un prodotto riconosciuto come uno dei più autorevoli ambasciatori del made in Italy” a cui si aggiunge “la bellezza di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni”, e si avvicina Franciacortando edizione 2013, in Fiera a Verona intanto gli ospiti come Ferruccio Ferragamo, Riccardo Illy e Oliviero Toscani, il presidente Zanella che parla di un’altra annata “intensa ma ricca di grandi soddisfazioni”.

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