Insegue una donna sulla ciclabile, poi cala i pantaloni e si masturba

Ennesimo episodio lungo la pista ciclabile che costeggia il Mella, vittima del molestatore seriale una donna del posto. Il racconto di quanto accaduto

Foto di repertorio

È tornato a colpire il molestatore (e masturbatore) folle di Concesio. Nella mattinata di mercoledì un nuovo episodio, l'ultimo di una lunga serie. L'uomo si è fatto conoscere, eccome: sarebbero diverse le segnalazioni arrivate alle forze dell'ordine negli ultimi 12 mesi, tutte di giovani donne che sono state inseguite e poi molestate dal maniaco in questione. Due le zone prese di mira: la pista ciclabile che scorre lungo il Mella e la stradina sterrata della zona industriale del paese, che costeggia il fiume. 

Sempre lo stesso il modus operandi: si avvicina, si sbottona i pantaloni e comincia a masturbarsi. Non sarebbe pericoloso e non avrebbe mai aggredito nessuno. Delle sue sembianze fisiche si sa poco: sarebbe molto alto, magro, di carnagione chiara e porterebbe gli occhiali da vista. Un ragazzo dall'aspetto innocuo: "A prima vista sembra il classico nerd, un fanatico dei computer," racconta una delle sue vittime, una giovane donna del posto.

Mercoledì mattina, poco prima delle 9, stava passeggiando lungo la ciclabile che costeggia il Mella. Mentre camminava in direzione di Collebeato, si sarebbe accorta di essere seguita da un uomo che ansimava: ogni volta che si fermava lui la imitava. 

Per cercare di spaventarlo, la donna ha estratto il cellulare dalla tasca e ha chiamato un'amica, che l'avrebbe dovuta raggiungere poco dopo, chiedendo aiuto. A quel punto lui l'avrebbe superata e, come se nulla fosse, si sarebbe calato i pantaloni e le mutande, in mezzo alla ciclabile. Poi avrebbe cominciato a toccarsi nelle parti intime.

La donna avrebbe pure provato a bloccarlo, prendendolo per lo zaino che indossava, ma il molestatore si sarebbe divincolato e avrebbe cominciato a correre, dileguandosi in pochi istanti. All'altezza del ponte che attraversa la zona industriale di Collebeato è stato individuato dall'amica corsa in soccorso della donna: 

"Sono riuscita a bloccarlo - ci racconta la donna, che preferisce restare anonima - e ho minacciato di chiamare le forze dell'ordine. Lui mi ha implorata di non farlo e di non raccontare nulla, giurandomi che non l'avrebbe più fatto: da come parlava ho capito che aveva qualche disturbo. Ho dovuto lasciarlo andare, se l'avessi trattenuto magari sarei pure passata dalla parte del torto."

Oltre alla rabbia, l'amarezza per l'indifferenza dei passanti: "Quando l'ho bloccato c'era parecchia gente che passava, ma nessuno si è fermato per capire cosa stesse accadendo e aiutarmi".

Il triste episodio, come quelli già avvenuti, è stato raccontato dalla donna anche su Facebook, con l'intento di avvisare la popolazione ed evitare che siano altre vittime.

"Poche ore dopo, attorno a mezzogiorno, ha nuovamente inseguito e molestato una donna che camminava lungo il sentiero che costeggia il Mella. Bisogna fare qualcosa per fermarlo: la ciclabile è frequentata anche da ragazzine, a volte sole, che possono restare traumatizzate da uno spettacolo così raccapricciante", chiosa la donna. 

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