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Faceva la cresta sulle carte d’identità, licenziata dipendente comunale

In quattro anno avrebbe accumulato circa 7000 euro, semplicemente raddoppiando il costo di rilascio delle carte d'identità: invece che 5 euro, le faceva pagare 10. Licenziata, ha fatto ricorso

La furbetta del municipio: raddoppiava i costi di rilascio di documenti come la carta d'identità, e si teneva ben stretta la differenza. In quattro anni sarebbe riuscita ad accumulare anche un bel gruzzoletto, circa 7000 euro. Ora è stata licenziata, e denunciata: la sua vicenda finirà in tribunale.

Ma allo stesso tempo anche lei è corsa ai ripari: ha presentato ricorso per il licenziamento subito, e ha pure chiesto un risarcimento in denaro. Chi vivrà vedrà: ma intanto la sua storia ha stupito, e non poco, in Comune a Brescia.

La donna, impiegata comunale, faceva pagare due volte il costo della carta d'identità: da 5 a 10 euro, tenendosi ovviamente il resto. Un redditizio inganno perpetrato per quasi quattro anni, dall'ottobre del 2011 all'agosto del 2015.

Un po' alla volta, ma un incasso costante, appunto fino a 7000 euro. E' servito un controllo casuale per accorgersi che qualcosa non andava. Su quella carta d'identità era scritto 10,58 euro, invece che 5,42.

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