Cronaca Centro / Piazza della Loggia

Denuncia irregolarità in Comune, viene sospesa: ora sarà risarcita

Quasi un "Davide contro Golia": la storia di Ylenia Meini, dipendente del Comune di Brescia, sospesa con un provvedimento disciplinare e che ora invece dovrà essere risarcita

Qualcuno l'ha definita alla stregua di un “Davide contro Golia”: la “piccola” dipendente pubblica contro la “grande” struttura comunale. Il Tribunale del Lavoro ha emesso la sua sentenza: Ylenia Meini, dipendente ai Servizi Demografici del Comune di Brescia, ha “subito” provvedimenti disciplinari illegittimi, e dovrà essere risarcita.

La Loggia, come sentenza prevede, dovrà corrisponderle gli stipendi arretrati di circa 6 mesi di sospensione, e pure le spese legali. La storia: Ylenia Meini aveva segnalato presunte irregolarità alla Procura della Repubblica e all'ispettorato della Funzione Pubblica.

In Loggia, documenti alla mano, avrebbe riportato irregolarità nelle pratiche relative all'anagrafe dei familiari di cittadini stranieri. Una “mossa” che le era costata cara: l'uscita di quei documenti le aveva procurato la sanzione disciplinare, sospensione per 6 mesi di cui 4 senza stipendio.

Non solo: la sua dirigente, a questo punto direttamente coinvolta, aveva presentato poi un esposto alla Procura, accusando la Meini di aver “indebitamente” smosso quella documentazione dagli uffici comunali.

E adesso la sentenza: nessuna intenzione di trarre vantaggio o danneggiare i colleghi, ma solo la volontà di vederci chiaro sui presunti illeciti. Indi per cui, dovrà essere risarcita: non meritava né sanzione né sospensione.


 

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