Crisi, un (felice) ritorno al passato: mais al posto del cemento

La storia in controtendenza di Comezzano Cizzago, nella Bassa Bresciana, dove al posto di mura e prefabbricati tornano i campi di mais e granoturco. La crisi dell'edilizia che quasi obbliga ad un ritorno alle origini

Campi di mais e granoturco al posto di fondamenta, prefabbricati e muri portanti. Scelta quasi obbligata nella Bassa Bresciana, nei tempi della crisi che non poteva non toccare l’edilizia: terreni edificabili che rimangono tali, senza nemmeno la posa del primo mattone, e la soluzione agricola l’unica disponibile.

Una sorta di decrescita costretta, ma anche un (felice) ritorno alle origini, e al passato. E succede tutto a due passi dalla piazza, a Comezzano Cizzago, dove a poche centinaia di metri da Piazza Europa si vedono queste aree dismesse a metà, e che diventano terreno fertile per coltivare, appunto, il mais.

Una scelta che spesso coinvolge direttamente i proprietari del terreno, lasciato libero per sei mesi alla volta, giusto in tempo per la crescita e la raccolta. Anche se tra le righe qualcuno mastica amaro, perché un terreno edificabile ha certo un valore, un terreno agricolo anche dieci volte meno.

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