Paratico: gatti avvelenati e minacce, la colonia costretta ad andarsene

La colonia di Paratico trasferita a Sarnico a causa delle minacce dei residenti, e di qualche sparizione sospetta: "Non ce la siamo sentita di rischiare - racconta Simona Duci dell'OIPA - ce ne siamo dovuti andare"

Sembra non esserci davvero pace per i gattini della colonia di Paratico, costretti a uno sfratto forzato nel pieno dell’estate e ancora oggi costretti ad lasciare il paese per trasferirsi nella più ‘tranquilla’ Sarnico. Un pizzico di lieto fine perché ora “i mici sono felici, sono in un bellissimo posto e si sono relazionati abbastanza bene con la colonia che già viveva lì”, ma insieme a tanta amarezza per i volontari dell’Oipa Organizzazione Internazionale Protezione Animali, minacciati per settimane dai residenti della zona delle Fontanelle, accusati indirettamente di aver “avvelenato” l’acqua della vicina fonte potabile, e la causa sarebbero le feci e le urine degli stessi gatti in colonia.

Una colonia, e non un gattile, abbiamo voluto specificarlo bene, e ci viene in aiuto Simona Duci, responsabile Oipa Brescia: “Una colonia, nello specifico, è un insieme di gatti selvatici che creano una loro società, una colonia appunto, e si aiutano tra loro. Quando catturano una preda la portano al nido, il gatto è un animale sociale, preferisce le zone poco frequentate, dove ci sono molti nascondigli, esce volentieri di notte, preferisce non farsi vedere dagli uomini”. I gatti stavano lì da un po’, grazie alla collaborazione del Comune, ma cosa è successo? Minacce. “Ci avevano proposto tre diverse locazioni, di cui una davanti a una strada provinciale e un’altra invece lontana chilometri e chilometri dalla civiltà. Per questioni pratiche e di sicurezza abbiamo dovuto scegliere quello dietro le fontanelle. Lì si trova una fonte dove si può prendere acqua potabile, e parecchie persone ne usufruiscono. Il Comune ha provveduto alla retificazione, non appena la gente l’ha vista ha cominciato a dire che non era possibile tenere i gatti lì, e che con le loro defecazioni e le loro urine avrebbero in qualche modo avvelenato la fonte. Robe da matti!”.

A quanto pare un’antica superstizione, in realtà è ben risaputo che “i gatti per natura non defecano e non urinano nell’acqua, al massimo sono i topi”. In più la zona è boschiva, si può dire selvaggia, e “il bosco è pieno di animali selvatici come volpi, cinghiali o faine”. I gatti di colonia invece “sono controllati e sono sanissimi”, sterilizzati e testati per malattie infettive come FIV o FELV: “Ma la gente – continua Simona – ha cominciato a dire che se i gatti fossero rimasti lì li avrebbero fatti sparire, anche con le maniere forti”. E qualcosa infatti è successo, dopo qualche settimana da 15 che erano i mici sono rimasti in 6: “Ce ne siamo andati, li abbiamo spostati. Non ce la sentivamo proprio di rischiare”.

Superstizione antica e intolleranza nuova, insomma una grande delusione. “La delusione più grande è sapere che nelle mie zone, nonostante si parli di progresso e di evoluzione, la gente al contrario è ancora molto chiusa, per non dire crudele. Ogni essere vivente per noi è importante, quello che vogliamo far comprendere è che noi non siamo qui per rompere le scatole, ma per tutelare gli animali. Per creare, o almeno provarci, e realizzare un ambiente sereno, dove uomini e animali possano vivere in armonia”.

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Dal Comune di Paratico la promessa di una campagna di sensibilizzazione, ma la strada è ancora lunga: “C’è molta superstizione, c’è molta ignoranza. E ci sono pure i bracconieri. E non solo a Paratico, in parecchie zone del bresciano, e della bergamasca. Credetemi, ancora oggi le prede preferite sono i gatti”.

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