Cronaca

Caldo africano: boom di interventi al pronto soccorso

Il caldo e l'afa di questi giorni hanno prodotto un aumento delle chiamate al 118 e un intasamento dei pronto soccorso. Nella gran parte dei casi si tratta di persone anziane che hanno avuto un malore

Ha detta di alcuni è l'effetto dello scavalcamento della prima linea del Servizio Sanitario Nazionale, quella dei medici di famiglia, che, teoricamente, dovrebbero fare da filtro alle chiamate al 118. Filtro che, evidentemente, non funziona. L' ordinanza anticaldo del ministro della Salute Fazio, infatti, come d'altronde quelle dei suoi predecessori, non coinvolge i medici di famiglia che, in caso di passaggio dal livello 2 al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), non hanno obblighi né di visitare né di telefonare ai loro pazienti a rischio.

Anzi, molti medici di base in questo periodo sono in vacanza ed i loro sostituti non hanno alcuna istruzione ed indicazione su chi devono monitorare con maggior attenzione, dato che i dottori non hanno l'obbligo di compilare le liste dei pazienti a rischio. Le segreterie dei medici, poi, vengono spesso attaccate alle 10 del mattino. Inevitabile, dunque, che in caso di malore siano direttamente coinvolti gli ospedali ed i pronto soccorso per chiamate che potrebbero essere evitate se il sistema che sta a monte funzionasse.

"In Italia c'è una rete diffusa su tutto il territorio: sono i medici di famiglia, già pagati per esercitare la loro funzione capillarmente. Certo che se in questo periodo sono in ferie, attaccano la segreteria alle 10, non vanno spontaneamente a trovare in casa i loro pazienti più a rischio, non vengono coinvolti e coordinati da comuni ed Asl in una task force di emergenza, allora si produce l'intasamento dei pronto soccorso" ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli.
 

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