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Allarme aviaria nel Bresciano: abbattute più di 90mila galline nella Bassa

Doppio blitz dell'Ats a seguito dell'allarme lanciato dalla provincia di Bergamo: anche nella Bassa Bresciana sono state abbattute più di 90mila galline ovaiole, a Coccaglio e a Pavone Mella

Nuovo allarme aviaria nel Bresciano: come scrive il Giornale di Brescia in meno di un mese tra Coccaglio e Pavone Mella sono stati abbattuti più di 90mila capi, in particolare un folto gruppo di galline ovaiole che appartenevano tutte alla stessa filiera, della stessa origine. Insomma lo stesso ceppo delle galline in cui a Martinengo, provincia di Bergamo, era stato riscontrato un focolaio di influenza aviaria.

Sono passati mesi dall'ultima epidemia accertata di aviaria: purtroppo una piaga che non si ferma, e che periodicamente colpisce animali e allevamenti. Massima allerta nel Bresciano, dove la popolazione avicola supera i 13 milioni di esemplari, per intenderci più di dieci polli o tacchini per abitante.

Nel novembre scorso l'epidemia si era estinta con fatica, e solo dopo aver soppresso più di 1 milione di animali. Il nuovo focolaio come detto si è registrato nel Bergamasco, dove oltre alle galline di Martinengo sono stati recentemente abbattuti anche 150mila tacchini di Cologno al Serio.

Lo stesso destino per gli oltre 90mila capi bresciani considerati a rischio. Nel dettaglio, le disposizioni dell'Ats hanno colpito quasi 31mila galline ovaiole in un allevamento di Coccaglio, e altri 60mila galline in un allevamento di Pavone Mella. E dai primi riscontri veterinari il focolaio bresciano è già stato debellato, senza alcun contagio.

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