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Cronaca

Mamma e papà fermati con 3 etti di cocaina in auto: "Siamo in difficoltà economiche"

Inseguiti dai carabinieri lungo la tangenziale che, dal basso Lago di Garda, porta fino ad Affi

Quando sono stati scoperti, si sono giustificati dicendo di averlo fatto perché si trovavano in difficoltà finanziarie. Una coppia di Pescantina (Vr) è stata arrestata la scorsa settimana dai carabinieri, dopo essere stata sorpresa a trasportare tre etti di cocaina, nascosti in un incavo della loro auto.

Era la serata di mercoledì e l'auto procedeva a tutta velocità in direzione nord lungo la SR450, la tangenziale che dal Lago di Garda porta verso Affi, superando la colonna di veicoli che procedevano nella corsa di destra, senza che gli occupanti riconoscessero fra questi una gazzella dei carabinieri. Notando una condotta di guida non in linea con il codice della strada (e soprattutto pericolosa per gli altri automobilisti), i militari si sarebbero accodati alla vettura, notando che viaggiava ad oltre 150 km/h. Nei pressi di uno svincolo, l'auto inseguita stava per uscire dalla superstrada e quindi le forze dell'ordine hanno acceso i lampeggianti intimando l’alt al veicolo, che ha immediatamente arrestato la sua marcia.

A bordo vi erano un uomo (alla guida) e la sua compagna seduta al suo fianco, i quali fin da subito avrebbero mostrato segni di nervosismo. In particolare, l’uomo sarebbe stato prodigo di scuse e molto ossequioso verso i militari, verosimilmente con l'intento di abbreviare il controllo, tanto da insospettirli. Un'inquietudine che non sarebbe cessata neanche dopo che l'alcoltest ha dato risultato negativo. 

È arrivata così la decisione da parte degli uomini dell'Arma di perquisire il mezzo: in questo modo sotto il sedile del passeggero, in un piccolo vano di servizio dove sono ospitati i fusibili, è stato rinvenuto un sacchetto di carta contenente un involucro in cellophane sottovuoto. Nell'involucro c'era un "sasso" di cocaina del peso di 300 grammi. A questo punto le verifiche si sarebbero spostate all'abitazione dei due, dove sarebbero stati trovato 170 grammi di hashish: la coppia avrebbe così spiegato ai militari di essersi prestata a fare un trasporto di stupefacenti, spinta dalle difficoltà economiche che sta attraversando.

Per i due sono così scattate le manette e del fatto è stata data comunicazione al pubblico ministero di turno che ha disposto, in attesa dell’udienza di convalida, di portare l’uomo nella casa circondariale di Montorio (Vr) e che la donna venisse sottoposta ai domiciliari, consentendole così di accudire i figli minori.

All’esito dell’udienza di convalida, che si è svolta nella giornata di venerdì 9 settembre, il gip Carola Musio ha convalidato entrambi i provvedimenti.

Fonte: Veronasera.it

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